Nocciole, in Piemonte le previsioni per la raccolta sono positive

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Dopo tre anni di cali produttivi, la Tonda gentile del Basso Piemonte torna a mostrare segnali positivi: carichi di frutti più consistenti e minore incidenza di nocciole avariate. Restano però le incognite di caldo anomalo, grandinate, cimici e patogeni fungini, mentre la raccolta potrebbe anticiparsi di 10-15 giorni rispetto al 2025. Il parere di alcune associazioni di produttori piemontesi

Moderato ottimismo, alla luce dei rilievi su allegagione e cascola. Si possono riassumere in questo modo i pareri degli addetti ai lavori sulla stagione 2026 della Tonda gentile negli areali del Basso Piemonte. Le previsioni sulla raccolta, al via fra un mese, sono positive, dopo un triennio all'insegna di pesanti cali produttivi in molte zone di diffusione della coltura.

Allegagione e cascola: il quadro di Agrion

«Il morale, fra gli agricoltori, è migliore delle scorse annate. C'è un discreto carico di frutti, maggiore negli impianti più giovani che in quelli datati. Nei campioni analizzati direttamente su pianta, inoltre, la percentuale di nocciole sane oscilla dal 60 al 90 per cento, situazione in controtendenza rispetto al 2025, quando avevamo riscontrato elevate percentuali di avariato e cimiciato». Le parole di Lorenzo Brigante, responsabile del centro sperimentale per la corilicoltura di Fondazione Agrion, lasciano intravvedere una buona partenza per la Tonda gentile.

Il quadro, tuttavia, non è esente da qualche neo: la cascola è il principale. «Dalla fine di giugno il fenomeno, che non aveva trasceso i limiti di una percentuale fisiologica per la cultivar, ha subito incrementi preoccupanti – certo non paragonabili a quelle dello scorso anno – in alcuni areali». La disomogeneità è il tratto distintivo del fenomeno che varia da casi nei quali è «proporzionale al carico produttivo in chioma, a circostanze critiche» presumibilmente connesse con l'età e condizioni agronomiche non ottimali degli impianti. Una sfida per Agrion che sta concentrando uomini e mezzi per «cercare di creare una rete di collegamento tra le diverse casistiche».

Il problema, infatti, trova soltanto in parte spiegazione nella mancata impollinazione – «nei primi 20 giorni della fioritura femminile, fra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio, pioggia e nebbia hanno ostacolato la circolazione del polline» – evidenziata dalla presenza dei gusci vuoti: nei rilievi, «sono state rinvenute anche nocciole formate e in seguito abortite, circostanza che può essere ricondotta a fattori abiotici quali ad esempio, il picco di calore che, verso il 23 maggio, ha prodotto temperature oltre i 30 °C», prosegue Brigante.

Il fenomeno, diffuso in tutti gli areali della Tonda gentile, non segue logiche geografiche: «I denominatori comuni sono l'età degli impianti e la gestione della chioma attraverso la potatura: questo tipo di cascola è più diffuso nei corileti datati, di altezza elevata e non potati correttamente, dove le piante sono meno resistenti».

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Nocciole cascolate (foto: Agrion)

Il caldo anomalo minaccia frutti e gemme

La cascola non è l'unica spada di Damocle che incombe sul raccolto: il caldo anomalo che, da metà giugno interessa il Piemonte meridionale, con temperature oltre i 35 °C, si è conquistato un posto di primo piano fra le avversità. «Le ustioni fogliari e la filloptosi anticipata producono stress per le piante che, oltre a inficiare lo sviluppo dei frutti e ridurre il peso – e quindi la resa – di quelli formati, impedisce alla pianta di accumulare risorse da utilizzare nel processo di differenziazione delle gemme, con potenziali ripercussioni negative sulla stagione produttiva 2027». Laddove non è possibile irrigare – cioè nella maggiore parte dei casi – «la quantità di acqua trattenuta dal terreno fa la differenza. Il parametro, però è legato a struttura del suolo, inerbimento e dotazione di sostanza organica. Mai come in questo momento è visibile la differenza fra terreni sabbiosi e quelli argillosi», precisa Brigante.

Coricoop: probabile la raccolta anticipata

Lo sviluppo anticipato dei frutti è il dato più evidente nelle osservazioni dei tecnici delle Op piemontesi: «Siamo in anticipo di almeno 10 giorni rispetto al 2025, in questo quadro l'avvio delle operazioni di raccolto a inizio agosto, anziché alla metà del mese, è una probabilità da considerare con attenzione».

Le affermazioni di Alessandro Merlo, vice presidente di Coricoop – 420 produttori, quasi 3 mila ettari di corileti e centri di ritiro a Farigliano e Pocapaglia – partono dai rilievi in campo: «In alcuni areali, particolarmente precoci, siamo arrivati a percentuali di formazione del frutto attorno all'80%. Le piante hanno una buona dotazione di frutti, ma riscontriamo una distribuzione disomogenea negli appezzamenti, dove si alternano piante con grandi carichi e altre con modesta presenza di nocciole. Nel complesso, tuttavia, dopo anni di difficoltà intravvediamo finalmente una stagione normale», spiega.

Il caldo anomalo che, dalla metà di giugno, attanaglia il Piemonte ha determinato l'aumento della pressione delle cimici: «A fine giugno Halyomorpha halys ha registrato un picco di presenze. Le indicazioni dei frappage – iniziati a fine maggio – hanno evidenziato un balzo da 1,5 esemplari a 3,5-4 esemplari per nocciolo. Anche Gonocerus acuteangulatus e Palomena prasina sono in crescita». Il caldo rende più difficili gli interventi: «I trattamenti insetticidi vanno eseguiti di notte», prosegue Merlo.

Gli stress idrici sono un'altra partita aperta: «Le prime ustioni fogliari sono comparse a inizio giugno e, dopo 10 giorni con temperature oltre i 30 gradi, le piante, finora in buona salute, iniziano a fare i conti con la siccità». Gli stress idrici potrebbero ridefinire anche tempistiche e intensità della cascola, che si concluderà nella prima decina di luglio: «Il fenomeno, di norma distribuito nell'arco di un mese, ha assunto dimensioni preoccupanti negli ultimi giorni: ci auguriamo che l'anticipo della raccolta possa accelerarne anche la conclusione», precisa il vice presidente di Coricoop.

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Nocciole cascolate (foto: Ascopiemonte)

Ascopiemonte: sviluppo dei frutti variabile

L'analisi di Matteo Cazzuli, responsabile tecnico di Ascopiemonte – Op che aggrega 550 soci con 4 mila ettari coltivati e sede a Neive – parte dai dati produttivi disponibili. «I volumi negli areali di pianura e, in genere, in tutti quelli al di sotto dei 450 metri di quota appaiono decisamente superiori rispetto a quelli del 2024. In Alta Langa, invece, la produzione si prospetta migliore rispetto all'annata passata, quando si erano già raggiunti risultati soddisfacenti».

I carichi in pianta «sono distribuiti in modo omogeneo fra i diversi areali, a differenza del 2025 quando il fattore altimetrico influì sulla produzione, con esiti positivi soltanto nelle zone di collina attorno ai 500 metri di quota», precisa il tecnico.

La variabilità caratterizza, invece, lo sviluppo dei frutti: «In alcuni areali si è raggiunto un grado di riempimento del seme del 70%, mentre in altri più tardivi, come l'Alta Langa, non si va oltre il 40%. Per la Tonda di Biglini, varietà a caduta precoce, la raccolta sarà piuttosto anticipata». Si teme che l'ondata di calore di giugno possa interferire sul processo in corso: «Speriamo che le temperature elevate non causino l'aborto delle nocciole agli inizi del processo di sviluppo. Al momento la cascola non ha superato la soglia fisiologica, quantificabile in poche decine di frutti per pianta». I frappage rilevano inoltre «una presenza più accentuata di cimice asiatica dalle prime fasi di sviluppo del seme», precisa Cazzuli.

Pur stressati dall'improvvisa siccità i noccioli reggono: «I disseccamenti sono decisamente inferiori, per portata, a quelli registrati nel 2022 e 2023. Consigliamo ai nostri soci l'uso di prodotti coprenti a base di carbonato di calcio e ossido di silicio per prevenire le ustioni fogliari», conclude il responsabile tecnico di Ascopiemonte.

Asprocor: come difendersi da caldo e cimici

Le strategie di difesa dei noccioli dalle ondate di calore sono, secondo Nicoletta Ponchione, responsabile di Piemonte Asprocor – Op di Cissone con oltre 500 soci e circa 4000 ettari di noccioleti – la via maestra per garantire un futuro alla coltura. «Valori oltre i 32-33 gradi determinano la chiusura degli stomi delle piante che arrestano l'attività fotosintetica: concimi fogliari a base di alga marina, per esempio, possono aiutarle a superare le fasi critiche». Formulati protettivi, su tutti il caolino, invece, sono utili ma vanno usati con cautela, coprendo in modo uniforme la pianta, per garantire protezione «ma in presenza di vegetazione fitta l'irrorazione è complicata».

La gestione delle infestanti richiede un cambio di prospettiva: «Bisogna abbandonare le trinciature "a raso" e preservare l'inerbimento: il manto funge da barriera contro l'evapotraspirazione, conservando risorse idriche nel suolo». Le micro-radici, inoltre, evitano il compattamento dei suoli e, per le cimici, «l'erba alta è l'habitat ideale, d'estate: si spostano sugli alberi per cercare refrigerio quando questa non c'è più». Il manto erboso «si può spuntare per favorire la rimozione meccanica di residui di potatura e polloni. La presenza di erba, però, non è più un ostacolo alla raccolta: le macchine di ultima generazione riescono a operare senza problemi anche su piani leggermente inerbiti», prosegue Ponchione.

La lotta mirata alle cimici è l'altro ambito di interesse e passa attraverso monitoraggi costanti: «La miglior difesa è anticipare la loro diffusione con trattamenti fitosanitari atti alla loro eliminazione». In chiave di formulati, infine, è un segnale positivo la deroga, concessa dal settore fitosanitario piemontese, per prodotti a base di boscalid e pyroclostrobin: «Un'arma in più nella lotta ai ceppi fungini – Diaphorte, Fusarium e Alternaria su tutti – responsabili, in alcuni casi, del cascolamento dei frutti».

Nocciole, in Piemonte le previsioni per la raccolta sono positive - Ultima modifica: 2026-07-06T10:36:17+02:00 da Sara Vitali

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