Limone Igp, una grande risorsa per la Penisola Sorrentina

limone di Sorrento
Il Limone di sorrento è in parte destinato alla trasformazione del Limoncello.
L’indicazione geografica protetta facilita la collocazione mercantile

La coltivazione di limoni nella Penisola Sorrentina rappresenta un’importante attività economica che è andata evolvendosi con il passaggio da una conduzione dei “giardini” classica, tipica del coltivatore diretto, ad una più moderna, gestita dalla nuova figura dell’imprenditore agricolo. “Le aziende limonicole sorrentine”, riferisce Giuseppe Oliva, amministratore dell’azienda “Sorrentagri” che certifica ogni anni circa 4 mila quintali di prodotto Igp, “sono gestite nell’ottica della multifunzionalità, nuova frontiera, anche se di nicchia, dell’agricoltura delle piccole aziende”.
Oltre alla produzione del limone di Sorrento, destinato sia al consumo fresco, sia all’industria di trasformazione per la preparazione soprattutto del Limoncello, le aziende offrono una serie di servizi collegati con l’attività agrituristica. “Bisogna dire”, continua Oliva, “che a distanza di una decina d’anni dal riconoscimento del marchio Igp i produttori si vedono riconoscere dal mercato l’elevata qualità del limone di Sorrento. Questo riconoscimento è, in buona parte, merito dei trasformatori che sono riusciti a valorizzare adeguatamente i prodotti derivati e, in particolare, il liquore prodotto con questi limoni”.

limone Sorrento
Le coltivazioni del Limone di Sorrento sono condotte con la tipica struttura del pergolato, così come previsto dal disciplinare di produzione Igp.

La gestione della coltivazione, che per avere il riconoscimento Igp deve essere effettuata con il pergolato, è piuttosto onerosa. “Proprio per questo i produttori non si limitano alla sola produzione, ma gestiscono le aziende offrendo una pluralità di servizi, tra cui quello agrituristico risulta di gran lunga il più importante ed è favorito dalla vocazione turistica della zona. Le aziende sono condotte da giovani imprenditori, impegnati nella sempre più complessa gestione delle varie attività collegate con la produzione agricola e i profitti aziendali sono in buona parte reinvestiti nelle aziende che in questo modo si ammodernano e diventano sempre più funzionali alla valorizzazione e tutela del territorio”.
L’industria di trasformazione ha aiutato i produttori grazie al grande successo che ha riscontrato il boom del Limoncello di Sorrento che si fregia di una tutela indiretta sul liquore. Il mercato del fresco, sull’onda di questo ritrovato antico splendor,e ha posto le basi per riesplodere nuovamente. “Pertanto, i produttori sono incentivati a perseguire tutte le tecniche più appropriate per avere un prodotto di qualità che è tutelato dal marchio e difeso contro i tentativi, frequenti in passato, di contraffazione”.
Il prodotto fresco è venduto in confezioni di cartone o di altro materiale di origine vegetale riciclabile, con peso che varia tra i 0,5 e i 15 kg. “A differenza di quanto si verificò lo scorso anno”, continua Oliva, “la qualità delle produzioni, al momento, è ottimale. Nel 2017 le gelate di inizio anno e la siccità compromisero la qualità dei frutti”.
Le aziende di trasformazione sono collocate, così come disposto nel disciplinare di produzione, nell’area certificata per la produzione della materia prima, mentre il prodotto trasformato può essere imbottigliato anche altrove (fuori area Igp), come di fatto in parte avviene. “L’unico disagio che devono sopportare i produttori e i condizionatori, cioè quelli che certificano il prodotto e provvedono alla prima lavorazione dei frutti prelevando la buccia da inviare alla trasformazione, è quello degli angusti spazi di viabilità. In alcuni periodi dell’anno, in particolare in concomitanza con i periodi festivi primaverili–estivi, l’incidenza della logistica risulta di non poco conto”.
Tuttavia, considerati i buoni risultati conferiti dal marchio Igp, il futuro del “Limone di Sorrento” appare roseo e si assisterà sicuramente ad un incremento della produzione, naturalmente nei limiti dei “giardini” già presenti in Penisola.

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