Valutare sostenibilità economica e possibilità di applicazione dell’impollinazione assistita nei corileti del Basso Piemonte: Fondazione Agrion punta su una tecnica già in uso nel comparto frutticolo per contrastare il calo delle rese della Tonda Gentile, un problema che interessa da un triennio alcuni areali coltivati fra Cuneese, Astigiano e Alessandrino.
Il progetto nasce dalle criticità rilevate nella campagna 2025. «Cascola e presenza di gusci vuoti, problemi riconducibili alla mancata allegagione, hanno raggiunto proporzioni sconosciute negli anni precedenti», spiega Lorenzo Brigante, responsabile della sezione corilicola dell’ente di ricerca, ospitata, dal 2023, nell’azienda sperimentale Cascina Nasio, a Cravanzana, nella Granda. Le osservazioni condotte nell’ultimo quinquennio dagli agronomi di Agrion sulla fioritura della Tgt hanno riscontrato anomalie preoccupanti: «L’apertura delle infiorescenze femminili non è più esattamente sovrapposta con quella degli amenti delle cultivar impollinatrici, specie nell’ultima fase del processo. La problematica riguarda gli impollinatori storici della varietà, spesso presenti in misura insufficiente, specie negli appezzamenti più datati».
L’impollinazione, tuttavia, è solamente uno dei problemi emersi negli ultimi anni. «Non sono da dimenticare gli eccessi termici estivi e invernali, la distribuzione disomogenea delle precipitazioni e condizioni di stress fisiologico che perdurano sin dal 2022», prosegue il tecnico, che precisa: «con questa prova, tuttavia, avremo risultati certi e concreti sin da subito.
Le prove di impollinazione assistita ad Agrion
Le sperimentazioni, al via da gennaio 2026, verranno condotte su quattro parcelle in altrettante aziende agricole: otto ettari di corileti ripartiti equamente fra zone storiche della coltura e aree di più recente espansione. «Cortemilia e Torre Bormida, nell’Alta Langa cuneese, Cherasco, nella Granda, e Alessandria per l’areale pianeggiante del Monferrato, dove gli impianti si sono diffusi nell’ultimo decennio», prosegue Brigante.
La scelta dei campi di prova è legata a valutazioni di carattere altimetrico e climatico, aspetti che potrebbero spiegare la grande variabilità di rese registrata nel 2025. «Nelle zone poste a quote più elevate, comuni dell’Alta Langa come Murazzano e Mombarcaro fra i 700 e gli 800 metri sul livello del mare, si sono superati i 15 quintali per ettaro; la bassa collina e la pianura di Astigiano e Alessandrino hanno registrato produzioni scarsissime, in media 2 quintali per unità di superficie.
A fare la differenza è stato l’aumento delle temperature, avvertito in misura maggiore a quote basse: «Ad Alba si sono raggiunti picchi di 15 gradi a gennaio, in Alta Langa, nello stesso periodo, i valori erano inferiori di alcuni gradi con conseguenze sul raggiungimento del fabbisogno delle ore di freddo, pur in un contesto segnato, negli ultimi anni, dal generale aumento delle medie stagionali». Il caldo anomalo accelera la fenologia delle piante: «Nel 2024, a metà dicembre c’erano già fiori femminili aperti mentre gli amenti degli impollinatori non erano ancora ancora attivi. Questa dinamica potrebbe spiegare l’elevata incidenza di cascola e gusci vuoti in raccolta». Il fattore altimetrico incide anche sulla circolazione del polline: «In quota giornate nebbiose che non ne agevolano la diffusione si hanno con minore frequenza», prosegue Brigante.
L’impollinazione assistita, tecnica già in uso sull’actinidia, verrà applicata in condizioni controllate nelle parcelle sperimentali. «Verranno effettuati fra i 2 e i 3 interventi di distribuzione in campo, per coprire l’intero periodo della fioritura femminile e valutare le risposte nei diversi areali». I tecnici Agrion hanno predisposto un protocollo per controllare le variabili che possono falsare i dati produttivi raccolti: le cimici sono il primo parametro, per le possibili interferenze con la cascola. «I monitoraggi nei noccioleti partiranno ad aprile: i frappage avranno cadenza settimanale, con possibilità di ulteriori intensificazioni». Nel mirino, accanto ad Halyomorpha Halys, ci sono le specie autoctone, «Gonocerus acuteangulatus su tutte. Installeremo trappole per la cattura in ciascuna parcella», prosegue Brigante.
L’attenzione per la dotazione del suolo è una ulteriore variabile: «Cureremo l’apporto di fertilizzanti, attenendoci alle indicazioni presenti in letteratura». Gli interventi di concimazione con composti minerali, «verranno eseguiti in due riprese: la prima coinciderà con la ripresa vegetativa, la seconda sarà ultimata fra maggio e giugno».
Per le prove, invece, si utilizzerà polline raccolto in loco e acquistato: «Costi durata dell’operazione sono legati alle condizioni meteo. Giornate soleggiate e ventose consentono di aspirare una quantità elevata di materiale a differenza di quelle umide e piovose. In alternativa gli agricoltori potrebbero comprare direttamente i quantitativi necessari prestando attenzione, però, al corretto mantenimento e vitalità del polline, aspetto molto importante». La diffusione negli appezzamenti sarà effettuata con soffiatori appositamente concepiti. Sul mercato sono disponibili diversi sistemi di diffusione per via aerea del polline, meno esigenti in termine di quantità impiegate: «sono sufficienti pochi grammi per ciascuna pianta».
Le valutazioni sull’esito dell’impollinazione assistita inizieranno con «i rilievi su allegagione e cascolato» e si concluderanno con la campagna di raccolta, quando sarà possibile avere indicazioni anche «sulla sostenibilità economica della procedura, aspetto da non trascurare», precisa il responsabile della sezione corilicola di Agrion.
Come migliorare l'impollinazione negli impianti
Aumentare e ampliare la dotazione degli impollinatori negli impianti è una prima risposta alle criticità rilevate dai tecnici, in attesa dei responsi delle sperimentazioni. «Una percentuale fra il 10 e il 12 per cento rappresenta l’optimum negli appezzamenti», riprende Brigante. Non si tratta soltanto di soddisfare proporzioni numeriche, ma di differenziare l’assortimento di cultivar per coprire l’intero arco temporale della fioritura, soggetto a profonde variazioni nell’ultimo triennio. «Accanto alla Tonda romana, varietà storica a fioritura tardiva presente in tutte le aziende, potrebbero essere indicate, fra le cultivar precoci, Daria e Pauetet, in fiore già a gennaio; Barcelona per coprire la fase centrale del processo».
Pianificare con cura la disposizione degli impollinatori nei nuovi impianti è cruciale per favorire la diffusione per via anemofila del polline. «A livello teorico individuare la direzione del vento permette di eliminare molti problemi ma si tratta di un parametro che può variare», riprende Brigante. Pe garantire una buona diffusione del materiale da impollinazione «si possono realizzare un paio di file al centro dell’appezzamento. Un numero minore di piante va collocato sui bordi».
Nel caso di fondi datati le strategie d’intervento sono più limitate: «Si potrebbe sostituire qualche pianta con gli impollinatori. L’attecchimento dei nuovi astoni, tuttavia, potrebbe risultare più problematico per via della compattezza dei suoli, della maggiore competizione fra apparati radicali e della poca luce disponibile: ragioni che inducono a privilegiare posizionamenti, laddove possibile, lungo i bordi e sulle capezzagne del noccioleto», conclude Brigante.










