Buone pratiche agricole
a tutela di api e pronubi

Apo Conerpo ha messo a punto un vademecum che rafforza le sinergie fra agricoltori e apicoltori

La salute delle api e degli altri pronubi non sta a cuore solo agli apicoltori ma anche agli agricoltori. A supporto della sinergia tra le due categorie è stato realizzato dal Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali) il “Vademecum sulle buone pratiche agricole per la tutela delle api” , che è stato presentato presso la sede di Apo Conerpo, cooperativa leader nel settore dell'ortofrutta fresca, a Villanova di Castenaso (Bo).
«Le colture intensive - ha detto Davide Verrocchi - presidente di Apo Conerpo - non vanno contro il rispetto ambientale, sempre che siano condotte con le dovute regole, e per il loro successo il ruolo delle api è fondamentale». Aumento della percentuale di allegagione, della dimensione e qualità dei frutti nonché della quantità e vitalità delle sementi sono solo alcuni dei benefici apportati dalle api attraverso l'impollinazione.
«Per favorire l'attività dei pronubi - afferma Giampiero Reggidori, responsabile dell'ufficio tecnico di Apo Conerpo - è innanzi tutto necessario rispettare la corretta introduzione degli alveari in campo ed evitare trattamenti insetticidi durante la permanenza degli alveari (quelli in fioritura sono comunque vietati per legge ndr). Nei giorni precedenti all'introduzione degli alveari, inoltre, è buona norma contenere, se non la si può eliminare, la distribuzione di fungicidi. In ogni caso occorre limitare il più possibile l'impiego di prodotti che presentino profili tossici negativi per le api e i pronubi in generale».
D'altra parte la differenza fra agricoltura biologica e integrata e integrata si sta facendo sempre più sottile grazie al trasferimento di una sempre maggiore quantità di tecnologie e prodotti fra le due tecniche (anche dall'integrato verso il bio). «Dal punto di vista agronomico - aggiunge Reggidori - occorre sfalciare il cotico erboso prima di introdurre gli alveari. In questo modo si riducono le fonti di approvvigionamento alternativo alle colture da impollinare».
A livello nazionale la tutela degli insetti impollinatori è regolamentata dalla legge 313 del 2004 (Disciplina dell'agricoltura) che affida alle regioni il compito di individuare le limitazioni dell'uso dei prodotti fitosanitari e degli erbicidi che possono risultare tossici per le api nel corso della fioritura.
Con il vademecum la Regione Emilia-Romagna, che già era intervenuta sulla materia con il decreto 130 del 4/3/91 e con la legge 35 del 25/8/88, si dota di uno strumento in più a tutela delle api e per i miglioramento delle produzioni frutticole. In questo contesto ogni anno si registra un aumento del numero delle aziende agricole che ricorrono al “servizio impollinazione” offerto (a pagamento) dalle cooperative di agricoltori per migliorare la redditività delle colture grazie alla presenza di alveari nel momento delle fioriture.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome