Al servizio della frutticoltura

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Veduta interna della screen-house di Cesena all’interno della quale si valuta la sensibilità/tolleranza al PPV su diverse varietà di drupacee (foto F. Fontana, ASTRA).

La Rivista d Frutticoltura chiude questo difficile 2019 con un fascicolo dedicato ad argomenti di grande attualità e degni di interesse. Innanzi tutto il vivaismo, settore quanto mai strategico per l’arboricoltura da frutto italiana, oggi fortemente legittimato da un percorso di specializzazione che da pieno valore a quei processi di certificazione che per primo ha saputo intraprendere e che lo qualificano sul fronte sanitario come nessun’altro in Europa.
Oggi il vivaismo frutticolo italiano, dopo anni di faticosa crescita organizzativa, di non facili conquiste tecniche e metodologiche, di costosi e impegnativi processi evolutivi, tutti tesi alla conquista di una maggiore competitività, è di fronte ad un momento di grande mutamento del contesto frutticolo nazionale, un contesto al quale si affaccia con tutto il proprio “know how”, con modelli operativi di primo livello e un’indiscutibile valore aggiunto da offrire a tutta la filiera.

La capacità dell’Italia di esprimersi a grandi livelli nel contesto dell’innovazione di prodotto e di essere uno dei leader nel mondo per capacità tecniche nel campo della propagazione sono ormai una certezza. La ricerca genetica da sempre è il grande motore della frutticoltura industriale e sempre di più diventa elemento di differenziazione, oltre che di specializzazione, grazie al quale chi ne detiene l’esclusiva prova a conquistare più ampie quote di mercato. La nascita e lo sviluppo di consorzi, “network” e gruppi di lavoro internazionali tesi all’innovazione varietale, dove anche i vivaisti sono spesso protagonisti o attori principali, testimonia il valore delle ricerche e la professionalità degli operatori.
La ricerca genetica sarà però chiamata ad assolvere anche altri compiti, oltre a quello dell’innovazione varietale. Ci dovrà aiutare a costruire nuovi tipi di piante e, con esse, nuovi sistemi agricoli per renderli prioritariamente compatibili con l’ambiente e, sotto la spinta dei cambiamenti climatici, più resilienti e vicini alla sostenibilità. L’attività scientifica a sostegno di questo processo evolutivo dipenderà significativamente dalle possibilità di modificare i genomi delle piante agrarie, cercando di combinare le esigenze di produrre più cibo attraverso un’agricoltura intensiva con le necessità di far coincidere agro-sistemi e agro-ecologia.

Al servizio della frutticoltura - Ultima modifica: 2019-12-05T10:29:26+01:00 da Lucia Berti

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