Nuovo interesse per le arance a polpa bionda

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Il consenso dei mercati nasce dall’introduzione di nuove varietà

La superficie italiana agrumetata nel 2017 si attestava intorno ai 148.000 ha (Istat; Tab. 1), con un decremento rispetto al 2007 di circa il 12%. L’arancio è la specie più coltivata, con circa 86 mila ettari, seguito dal clementine con circa 26 mila ettari. Nell’ultimo decennio è stata registrata una diminuzione della superficie, nello specifico per l’arancio, di circa il 16%; una lieve flessione si è avuta per il clementine, mentre i mandarini hanno accusato una flessione del 5% e i limoni del 10.

Nel settore delle arance, le innovazioni varietali, insieme ai nuovi portinnesti, sono state quelle maggiormente percepite e adottate dagli agrumicoltori in quanto tendono a soddisfare la mutevole domanda dei mercati insieme alla necessità di incrementare le performance produttive degli impianti.

Le arance bionde ombelicate, dette anche “Navel”, hanno trovato diffusione in quasi tutte le aree agrumicole italiane, soprattutto in quelle non particolarmente vocate per le arance pigmentate. Questa tipologia di frutto è destinata principalmente al mercato fresco, con varietà che coprono un calendario di raccolta da fine ottobre a maggio, offrendo un prodotto con caratteristiche organolettiche abbastanza costanti che rendono più semplice la fidelizzazione del consumatore. Tale assortimento, purtroppo, non è ancora abbastanza presente nella strutturazione della nostra agrumicoltura, aspetto che è uno dei punti di forza dei Paesi concorrenti.

Il Metapontino rappresenta da sempre un territorio particolarmente vocato alle produzioni di arance ombelicate; i frutti sono destinati principalmente al mercato fresco, data la dolcezza e la buona succosità. Delle varietà coltivate nella fase precoce, la prima ombelicata che si raccoglie è Fukumoto, che anticipa di circa una settimana i cloni di Navelina; è caratterizzata da frutti di forma rotonda, di media pezzatura con buccia di colore aranciato. Da verificare, data la recente introduzione nel nostro areale, l’affinità con i diversi portinnesti come Citrange, in particolare il C-35, e Carrizo, che in alcuni Paesi agrumicoli ha dato risultati contrastanti, con fenomeni di decadimento e moria delle piante. Nello specifico, si tratta di una fitopatia non parassitaria dovuta con molta probabilità ad una incompatibilità con i portinnesti derivati da arancio trifogliato, come appunto i Citrange, particolarmente utilizzati nell’ultimo decennio.

Navelina VC, varietà diffusa da circa 40 anni, è stata abbandonata per problemi di sanità del materiale di propagazione (affetto da virosi), che ha determinato risultati produttivi non in linea con le aspettative dei produttori. Da questa, con la tecnica del microinnesto, è stata ottenuta Navelina VCR, con pianta di sviluppo medio e buona produttività; i frutti sono di buona pezzatura, apireni, con polpa di colore arancio intenso, succosi, con ombelico prominente, che conservano per molto tempo sulla pianta le caratteristiche organolettiche ottimali. Altro clone è la Navelina ISA-315 Navelina ISA 315, ottenuta da colture in vitro di ovuli non sviluppati, diffusasi prima della Navelina VCR, presenta pezzatura media inferiore rispetto alla precedente, ma più omogenea, anche se la fruttificazione incostante ne ha limitato la diffusione.

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5Produzione di Navelate 105, clone interessante per l’epoca di maturazione che arriva fino ad aprile.

Risultati interessanti sono stati ottenuti con New Hall, varietà vigorosa e di buon sviluppo, con frutti di buona pezzatura e qualità, di forma leggermente oblata rispetto a Navelina, di cui anticipa di qualche giorno la maturazione. Dopo una prima fase di notevole diffusione sta segnando il passo per il fenomeno dell’alternanza di produzione a cui è soggetta.

La varietà capostipite di questo gruppo è Washington Navel, da cui sono derivate per mutazione spontanea la maggior parte delle cultivar diffuse nei diversi areali agrumicoli mondiali. In Italia è conosciuta come “Brasiliano” ed è presente con vari cloni nei diversi areali agrumicoli; presenta alberi di grandi dimensioni, vigorosi, con frutti di pezzatura elevata, di forma semisferica, con buccia di colore arancio chiaro e ombelico abbastanza pronunciato; il frutto è soggetto ad asciugare con tendenza alla cascola pre-raccolta. Sempre nella stessa epoca di maturazione si distingue Fisher Navel, che presenta costanza produttiva, frutti di buona pezzatura poco soggetti a cascola, con raccolta che si protrae fino a febbraio.

In epoca tardiva risulta interessante la cultivar Navelate clone 105, ottenuta da coltura in vitro di ovuli non sviluppati di piante coltivate presso l’Azienda Pantanello a Metaponto. È una varietà tardiva con raccolta che si protrae fino ad aprile; albero di grandi dimensioni, vigoroso, con presenza di spine, con foglie di colore verde poco intenso; il frutto ha pezzatura inferiore rispetto a Navelina, forma ovale e colore arancio dorato, buccia fine, ombelico poco prominente, senza semi, con polpa succosa e di qualità: media la produttività. Raggiunge la maturità interna prima rispetto all’esterno, per cui si può raccogliere da febbraio; è preferibile impiantarla in zone dove è minimo il rischio di gelate tardive.

Nella fase tardiva si raccoglie anche Lanelate, mutazione riscontrata in Australia da una pianta di W. Navel, caratterizzata da albero vigoroso, frutti con ombelico poco visibile, di sapore dolce, che si conserva bene sull’albero fino a maggio; buona e costante la produttività, interessante per prolungare il periodo di raccolta dei Navel.

Nuove varietà nel mondo
Per le arance ombelicate diverse sono le novità selezionate e in corso di valutazione.

Dall’Australia provengono alcune delle varietà di seguito descritte. Nel periodo precoce si segnala M7, mutazione di Navelina selezionata nel 2004, protetta da brevetto, che si raccoglie circa 2 settimane prima, con ottima tenuta in pianta fino a febbraio. Si è diffusa poco nel nostro emisfero in quanto presenta problemi fitosanitari, per cui il materiale vegetale andrebbe sottoposto a risanamento.

Nel periodo di maturazione tardivo si annoverano diverse varietà, coperte da protezione brevettuale, come Chislett Summer Navel, Rhode Summer Navel e Barnfield Late. Chislett Summer una mutazione spontanea di W. Navel selezionata nel 1988; presenta un portamento espanso e buona vigoria; il frutto è simile a quello di W. Navel, leggermente più arrotondato; si raccoglie da gennaio a maggio. Rhode Summer, originatasi da mutazione spontanea di Navel rinvenuta nel 1982, è caratterizzata da un albero vigoroso, con portamento espanso e frutto simile a quello di W. Navel, di colore arancio, con buona succosità; si raccoglie da gennaio a maggio. In ultimo, Barnfield Late, derivata da mutazione spontanea di W. Navel nel 1980, presenta elevata produttività e vigoria, con portamento espanso; il frutto simile a quello di W. Navel, di colore arancio; si raccoglie da gennaio a maggio.

Dal Sudafrica provengono invece Cambria, che presenta dei frutti di forma rotonda, con polpa di colore arancio ed elevata succosità; non manifesta “creasing”, con raccolta che si protrae fino a maggio; Carninka, ottenuta da una mutazione di Palmer Navel del 2005, interessante per la notevole tardività di raccolta, con buona pezzatura e qualità, elevata produttività senza alternanza. Nel periodo ultra-tardivo si raccoglie Powell Summer Navel, caratterizzata da discreta produttività e buona pezzatura dei frutti.

Il nuovo interesse verso l’arancio probabilmente è dovuto alla modalità di utilizzazione dei frutti, che si è uniformata a quella anglossassone, dove prevale il consumo di succo rispetto allo stato fresco. Questa nuova modalità d’uso ha fatto prevalere sul mercato le arance rispetto agli agrumi a frutto piccolo, che negli ultimi anni stanno subendo una forte crisi di mercato in termini sia di volumi di vendita, sia di valore unitario.

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