Oggi l'efficienza di un'impresa frutticola si misura tanto con la gestione agronomica in campo quanto con il monitoraggio economico, un fattore competitivo irrinunciabile per i produttori. Non si tratta solo di quantificare le uscite a fine stagione, ma poter simulare all'istante l'impatto economico delle singole decisioni aziendali prima di attuarle.
Questo passaggio cruciale dal dato passivo al monitoraggio interattivo è al centro del progetto Remunera (Monitoraggio economico dei processi produttivi agricoli con focus sui costi di meccanizzazione) che punta a offrire uno strumento «Agricosti» al contempo standardizzato e dinamico, capace di far dialogare i costi tra loro.
Nel corso dell’ultimo tavolo tecnico a Martorano di Cesena (Fc) coordinato da Valeria Altamura di Ri.Nova, sono stati presentati i primi risultati intermedi del progetto. Il Gruppo operativo per l'innovazione, finanziato dal Feasr nell’ambito del CoPSR 2023-2027, vede la sinergia tra il capofila Granfrutta Zani, l'Università di Bologna (con il responsabile scientifico Aldo Bertazzoli) e una fitta rete di OP e partner del territorio (Astra Innovazione e Sviluppo, Terre Emerse, Apofruit, Orti Colti, EtaBetaBio, Dinamica, Cantina di Forlì-Predappio, Agrintesa, Capa Cologna).
Il metodo: i profili specialistici
La forza dell'indagine risiede nell'approccio metodologico: il comitato scientifico ha declinato la logica della media statistica generica, optando per la costruzione di profili colturali di riferimento denominati “casi studio” (tab. 1) basati su aziende reali e altamente specializzate. Per ciascun profilo sono state condotte da 3 a 6 interviste, rilevando i dati di input (ore di lavoro, quantitativi di mezzi tecnici) poi valorizzati con prezzi di mercato rappresentativi e uniformando la manodopera a una tariffa standard di 15,50 €/h. I dati sulla frutticoltura, pur essendo in corso di consolidamento (i costi reali di utilizzo delle macchine agricole sono attualmente in elaborazione da parte del Dipartimento di Meccanica dell'Ateneo bolognese), offrono già un quadro piuttosto chiaro.
Tab. 1 - Profili colturali di riferimento (11 casi studio) analizzati nel Progetto Remunera con i relativi parametri tecnici e produttivi
| Casi | Impianto | Irrigazione | Strutture di protezione | Resa | Vita impianto |
| Albicocco Lady Cot | Fusetto 1666 p/ha | Goccia + Sprinkler | - | 25 t/ha | 15 anni |
| Ciliegio Frisco/Kordia/Nimba | Fusetto 1666 p/ha | Goccia + Sprinkler | Copertura antipioggia | 10 t/ha | 15 anni |
| Melo Gala | 2777 p/ha | Goccia | Impianto antigrandine + Sistema antigelo (ventolone) | 45 t/ha | 15 anni |
| Melo Pink Lady | 2500 p/ha | Goccia | Impianto antigrandine | 55 t/ha | 15 anni |
| Kaki Rojo/Loto | 740 piante/ha | Goccia | Coltura semplice, senza strutture particolari | 35 t/ha | 20 anni |
| Kiwi verde | 1000 p/ha | Doppia ala gocciolante + Sprinkler sottochioma | - | 25 t/ha | 20 anni |
| Kiwi giallo | 1111 p/ha | Doppia ala gocciolante + Sprinkler sottochioma | Impianto antigrandine + Sistema antigelo (ventolone) | 28 t/ha | 20 anni |
| Pero alta densità Abate Fétel | 3700 p/ha | Goccia | Impianto antigrandine | 35 t/ha | 15 anni |
| Pero William | 877 p/ha | Goccia | Impianto antigrandine | 35 t/ha | 15 anni |
| Pesco Alma 2 | 1666 p/ha | Goccia + Sprinkler | Impianto antigrandine + Sistema antigelo (ventolone) | 40 t/ha | 15 anni |
| Susino Angeleno | 1666 p/ha | Goccia + Sprinkler | Impianto antigrandine + Sistema antigelo (ventolone) | 50 t/ha | 15 anni |
I modelli analizzati fotografano la realtà tecnica del comprensorio emiliano-romagnolo, integrando i costi delle moderne strutture di protezione diventate ormai indispensabili per difendere il reddito dai cambiamenti climatici:
- Albicocco e ciliegio: impianti a fusetto, inserendo nel ciliegio il costo strutturale della copertura antipioggia.
- Melo: differenziato tra il profilo Gala (con rete antigrandine e ventolone antigelo) e Pink Lady (con rete antigrandine).
- Kaki: un profilo colturale più snello privo di strutture particolari, irrigato a goccia.
- Kiwi: suddiviso tra Verde (doppia ala gocciolante e sprinkler sottochioma) e Giallo (attrezzato anche con impianto antigrandine e ventolone).
- Pero: un doppio focus che mette a confronto l'Alta Densità e il tradizionale impianto a William.
- Pesco e susino: le colture storiche dell'areale, i cui profili sono stati aggiornati introducendo i costi per le reti antigrandine e i sistemi di difesa dalle gelate.
Per garantire una lettura scientifica dei bilanci, l'architettura dei costi è stata suddivisa in quattro macro-aree:
- A: costi espliciti rilevati (le spese correnti dell'annata come mezzi tecnici, costi diretti macchine, manodopera salariata, assicurazione antigrandine)
- B: costi espliciti stimati (le quote aziendali riproporzionate ad ettaro come tasse, spese generali e contributi)
- C: ammortamenti (il logoramento di macchine, ma soprattutto di impianti e strutture protettive pluriennali)
- D: costo opportunità (interessi sui capitali e valore d'uso del terreno)
Primi risultati: la mappa dei costi di piena produzione
L'analisi del costo totale annuo in piena produzione (fig. 1) evidenzia una forte variabilità all'interno del comparto frutticolo. Il melo Pink Lady fa registrare in assoluto il costo più elevato (37 mila euro/ettaro circa), seguito da un nucleo intermedio comprendente kiwi, pere, pesco e susino le cui spese complessive si attestano stabilmente in una forchetta compresa tra i 23-24 mila e i 27 mila euro per ettaro.
Entrando nel dettaglio delle spese correnti annue (sezione A) (fig. 2), la scomposizione dei fattori produttivi evidenzia che la manodopera rappresenta la componente economica più gravosa in quasi tutti i profili analizzati. Traducendo i costi in ore/ettaro (fig. 3), emerge che la somma dei tempi dedicati alla raccolta e trasporto e alle lavorazioni sulla pianta (potatura, diradamento, legature, spollonature) assorbe più del 90% della forza lavoro totale. I picchi si registrano sulla Pink Lady (1.002 ore/ettaro) e sui kiwi verde e giallo (rispettivamente 850,5 e 818,5 ore/ettaro), mentre il ciliegio si ferma a sole 284 ore/ettaro complessive.
I mezzi tecnici costituiscono la seconda voce di spesa (fig. 4), trainata principalmente dai prodotti fitosanitari. Nel caso specifico del pero ad alta intensità, le prime rilevazioni hanno evidenziato un impatto dei mezzi tecnici superiore ai 5.000 euro/ha (un valore significativo che sarà oggetto di ulteriore approfondimento). Nel kiwi giallo, la voce legata al polline è stata inserita provvisoriamente a 600 euro/ha, pur nella consapevolezza delle forti oscillazioni di mercato che questo input registra a livello nazionale.
L'impatto finanziario iniziale
Per le colture frutticole poliennali, la quota di ammortamento (sezione C) legata alle strutture e al materiale vivaistico supera di gran lunga quella dei soli trattori e attrezzature. Quantificando il costo totale del primo anno di impianto, lo studio evidenzia una frattura netta tra impianti a protezione passiva e attiva: se kaki (16.850 euro/ha) e albicocco (27.400 euro/ha) richiedono investimenti più contenuti, l'allestimento iniziale di una Pink Lady tocca i 103.300 euro/ha, il kiwi giallo si attesta sui 75.882 euro/ha, mentre pesco e susino specializzati superano la soglia dei 86.000 euro/ha.
Oltre al costo delle strutture e delle piante, a pesare sui bilanci dei profili ad alta tecnologia (melo Gala, kiwi giallo, pesco e susino) è la comparsa di una voce fissa da ben 15.000 euro ad ettaro: l'acquisto del ventolone per la difesa attiva dalle gelate tardive.
Agricosti: il simulatore digitale
La finalità operativa di Remunera si concretizzerà nell'evoluzione di Agricosti, una Webapp introdotta nel 2016 con il progetto regionale «Sems» (Smart Economic Monitoring Systems) e ora trasformata in una piattaforma completamente interattiva. L'applicativo persegue tre scopi prioritari: consentire il benchmarking aziendale tramite simulazioni libere, monitorare la redditività attraverso grafici di immediata lettura e strumenti user-friendly (fig. 5 e 6) e infine storicizzare i dati per confrontare l'andamento dei costi su più annate.
All'interno della sezione personalizzabile "Le mie simulazioni", ogni frutticoltore potrà “giocare” con i dati standard validati dal progetto e modificarli in base alla propria realtà produttiva (fig. 7). Sarà possibile variare la durata degli anni improduttivi, la longevità dell'impianto, le rese attese e il prezzo di vendita ipotizzato. Si potrà quantificare l'incidenza del lavoro svolto "in proprio" (manodopera familiare) inserendo un valore percentuale rispetto a quella salariata, valutando l'impatto diretto sui flussi di cassa. Modificando la tariffa oraria dell’operaio, il sistema ricalcolerà istantaneamente l'incremento sui costi totali per ettaro, mostrando graficamente lo scostamento dal modello standard e determinando il nuovo prezzo di pareggio necessario per garantire la tenuta economica del frutteto.
Le colture che verranno introdotte nell’app Agricosti comprendono non solo frutticole ma anche estensive (frumento, girasole, soia e mais), orticole (e.g. lattuga, zucchino, bietola, melone, pomodoro) e viticole (Sangiovese collina).
I modelli economici e l'applicativo online saranno consolidati entro ottobre, mese in cui verrà organizzato un incontro tecnico dedicato per illustrare le funzioni del software. Subito dopo, il Gruppo Operativo integrerà l'analisi dei listini di liquidazione reali delle Op per rilasciare un report definitivo focalizzato sulla redditività netta delle colture.






