Macfrut: l’innovazione è l’unica via per l’ortofrutta

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Tecnologie di precisione, meccanizzazione, nuove varietà e portinnesti, sistemi di copertura dei frutteti, coltivazione indoor, stabilizzazione dei prodotti lavorati sono alcuni degli ambiti più innovativi

Si è conclusa anche la 41esima edizione di Macfrut, la fiera dedicata a un settore che vale 50 miliardi di euro sull’intera filiera agroalimentare italiana. La Puglia, tra le aree leader in Italia per l’export di ortofrutta, è stata regione partner di quest’anno e l’uva da tavola, fiore all’occhiello della produzione pugliese con un valore dell’export di 211 milioni di euro 2023, ne è stata il simbolo. Un comparto, quello dell’ortofrutta e dell’agroalimentare in generale, in cui operano “imprenditori che sono l’orgoglio della Nazione” come ha detto il ministro Francesco Lollobrigida. Ma anche un comparto messo a dura prova crisi climatiche e di mercato.

Le priorità del mondo agricolo

Se n’è parlato al convegno inaugurale della fiera su “Le priorità del mondo agricolo nella nuova Europa” che ha messo a confronto le principali Istituzioni del settore.
Innovare e conquistare nuovi mercati internazionali sono le priorità secondo Coldiretti. Nel 2023 il valore delle esportazioni italiane di ortofrutta fresca ha sfiorato i 5,8 miliardi di euro (+10% sul 2022). Un risultato positivo ma sul quale ora pesa il blocco dei traffici sul Mar Rosso che ha quasi dimezzato le esportazioni in Asia. Si aggiungono i dieci anni di embargo russo e la decisione dell’Austria di limitare l’ingresso delle merci attraverso il valico del Brennero. Sul mercato interno preoccupa anche il calo dei consumi: se nel 2019 le famiglie italiane avevano acquistato 240 chili di prodotti ortofrutticoli, nel 2023 si sono ridotti a 203 chili, con un taglio che ha penalizzato soprattutto la frutta.

Ismea e Coldiretti chiedono di aiutare le scuole per aumentare le ore di educazione alimentare con lo scopo di far crescere la consapevolezza nei ragazzi dell’importanza di consumare frutta fresca e di stagione, anche con il supporto di campagne di promozione.

Per Cia le priorità sono l’innovazione tecnologica, la riduzione degli input chimici, l’aumento della meccanizzazione per ridurre l’impatto del costo della manodopera e l’innovazione varietale in frutticoltura. Per il settore ortofrutticolo determinanti sono le risorse che devono tornare ai livelli del passato. Cruciale anche il ruolo delle Op.

Per Confagricoltura gli imprenditori sono pronti a investire, lo dimostra la grande partecipazione ai bandi Ismea. Ma si tratta di un’attitudine all’innovazione che deve trovare terreno fertile anche attraverso la ricerca scientifica. Necessario riconquistare il mercato interno, anche valorizzando quegli ortaggi che per loro natura non possono viaggiare troppo; serve una maggiore omogeneità nella regolamentazione del mercato da parte di enti locali e istituzioni nazionali; serve tenere insieme comunicazione ed educazione alimentare per far riscoprire alle giovani generazioni il valore della frutta e degli ortaggi freschi.

Proteggere le varietà

Dopo il brusco rallentamento legislativo subito dal regolamento Ue sulle Tea, che contiene, fra gli altri, un emendamento legato alla tutela delle varietà che, se approvato, vieterebbe ogni forma di brevettazione varietale, l’Unione sta lavorando a una proposta di regolamento che ammodernerà le direttive per il marketing di ogni tipo di materiale di riproduzione (semi, alberi da frutto ecc.).
Ma la brevettazione varietale sta dietro a molti casi di successo del settore ortofrutticolo. All’evento “La filiera dell’innovazione varietale in frutticoltura” Walter Guerra del Centro di Laimburg ha ricordato che: «Dal 1995 a oggi l’Europa ha concesso, sul melo, 293 privative (di cui 34 italiane, pari al 12%). In tutta Europa le varietà esclusive (club) di mele sono oltre 230. In Italia ci sono 25 varietà esclusive in Alto Adige, 22 in Emilia-Romagna e 15 in Piemonte di cui circa una ventina sono varietà resistenti».
«La tutela di un brand è importante – ha detto Jurgen Braun, Kiku variety management –. Sul Club Kiku, dove è stata attivata una tutela light che lascia la libertà sui semi, abbiamo subito la cannibalizzazione dei semi da parte dei produttori che sono diventati i principali competitor sul mercato. Così non è successo con la varietà Crimson Snow dove abbiamo optato per una tutela completa».
Tra l’attività di miglioramento varietale, la New Plant, società consortile partecipata da tre grandi Op che sono Orogel Fresco, Apofruit e Apo Conerpo, ha rilasciato una varietà di Actinidia chinensis denominata 459 011 (brand ‘Dulcis’) che, pur essendo verde, ha il gusto tipico di quelli a polpa gialla. È stata registrata in Europa e si sta passando anche a tutelarla nell’emisfero sud.

Ritorno al passato per i portinnesti

Per le colture frutticole italiane più comuni, quali mele, pere e drupacee, la direzione presa dalla ricerca punta a recuperare il “vecchio” vigore di queste piante per renderle resistenti alle nuove fitopatologie. È quanto emerso nel corso del Simposio Internazionale Portinnesti.

Nel caso delle ciliegie, Viktor Eremin, direttore della Stazione Sperimentale di miglioramento genetico Krymsk, ha individuato delle varietà di portinnesto di Prunus che hanno dimostrato di rendere resistente non solo le ciliegie ma anche le drupacee. Su queste varietà si sta lavorando per nanizzarli e renderli resistenti alla mancanza di acqua o all’eccesso di freddo. Per le pere i ricercatori dell’Università di Cornell nello Stato di New York hanno lavorato su vecchi portinnesti di pero che, nella coltura intensiva italiana, erano stati sostituiti da quelli del cotone che permetteva di ridurre i sesti per via del ridotto apparato radicale e di intensificare il numero di piante per ettaro.

Dove va l’uva da tavola

Nuvau e Italian Club Variety, due dei tre breeder pugliesi specializzati nel miglioramento varietale dell’uva da tavola, stanno lavorando per avere una varietà ‘Italia’ che sia precoce senza modificare le proprietà qualitative e quantitative. È una delle principali novità emerse nella prima giornata del Simposio sull’uva da tavola.

I due consorzi pugliesi annunciano anche una ventina di nuove varietà pronte da lanciare sul mercato il prossimo anno. In generale, la tendenza dei breeder è quella di sviluppare prevalentemente uve senza semi, precoci o tardive, coltivabili nel sud del Paese che garantiscano la giusta resa e qualità. Tra le ultime tecniche agronomiche presentate ci sono quella cosiddetta di embryo rescue per far sviluppare l’embrione in vitro e la coltivazione fuori suolo di una varietà di uva bianca, apirena, precoce e a basso fabbisogno di freddo che ha anticipato la produzione a maggio posizionandosi in una finestra di mercato pre-estiva. Mentre sulle varietà tardive si sta lavorando per arrivare al raccolto tra ottobre e novembre con interessanti opportunità di mercato durante il periodo natalizio.

Rivoluziona il mondo dei portainnesti la Vitroplant, che abbina le tecniche di micropropagazione sia per le piante di vite che per i portinnesti impiantati quando sono in verde e, quindi, non legnosi (e quindi vettori di fitopatologie) come quelli usati tradizionalmente. Con questo sistema si ottengono piante indubbiamente sane. «Chi non si adeguerà all’innovazione anche nel vivaismo rischia di rimanere fuori dai giochi – sostiene Bruno Mezzetti, coordinatore del simposio. Questo lascia prevedere che solo poche aziende vivaistiche italiane avranno la possibilità crescere rispetto a chi non saprà rispondere alle mutate richieste di mercato».

Officinali, succhi e IV gamma

Molte novità sono emerse anche dal nuovo salone Innovation Hub Healthy Food. In merito ai prodotti di IV gamma e IV gamma evoluta la ricerca ha fatto passi da gigante: immagini spettrometriche e marker genetici per stabilire il livello qualitativo e nutrizionale, trattamenti con il plasma freddo in sostituzione degli agenti chimici, ingredienti naturali nano-incapsulati per ridurre la carica microbica nel materiale appena raccolto, ma anche molecole innovative per la stabilizzazione dei prodotti (come la melatonina che è in grado di modulare la senescenza del prodotto e il glutathione che è in grado di controllare l’attività antiossidante, l’introduzione di rame chelante nei polimeri del packaging o la vanillina come antimicrobico). Per il packaging sono allo studio dei rivestimenti aderenti edibili che riducono lo spreco di acqua, favoriscono la traspirazione del prodotto e ne controllano il tasso di respirazione. Intelligenza artificiale e robotica nel proprio processo di calibratura, selezione e lavaggio delle verdure di IV gamma.

Allo studio anche nuovi trattamenti non termici per la stabilizzazione dei succhi freschi. È il caso della tecnica a campi elettrici pulsati per eliminare i batteri mutuato dalla produzione di prodotti lattiero caseari o la radiazione Uvc come alternativa concreta alla pastorizzazione. Ma anche tecnologie basate sulla pressione idrostatica che usa temperature di 30-40° contro i seimila dei trattamenti termici, oppure ultrasuoni e termo-sonorizzazione che accelerano i processi di trasformazione dei succhi.

Vertical farming indoor e sistemi di illuminazione artificiali sono gli obiettivi di coltivazione delle piante officinali emersi dal Salone Spices&Herbs Global Expo. Interessanti i risultati che la ricerca sta ottenendo in merito alla possibilità di incrementare le rese, rispetto alla coltivazione in pieno campo o in serra con luci tradizionali, attraverso sistemi di coltivazione bio-ingegnerizzati ad hoc come nel caso di ricette luminose specifiche per ogni coltura (portate avanti per esempio su Pervinca del Madagascar, Coleus e Taxus Baccata). La leva sfruttata nelle sperimentazioni condotte è infatti costituita da una modulazione sia in intensità sia in qualità della luce Led che viene impiegata anche in combinazione con altri sistemi di biostimolazione innovativi.

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Il sistema Modula di Forigo rileva il punto di deposizione della patata, stende il film dopo la copertura col terreno della patata seminata, fora il film in modo che il germoglio possa nascere. Profondità e distanza sulle file regolabili, dimensione del foro modificabile da monitor

Innovazione in campo

L’innovazione si poteva toccare con mano nelle due aree dinamiche. Nella parte frutticola sono stati allestiti impianti di pero e ciliegio, con piante dei vivai Mazzoni allevate a due assi del tipo Bibaum che consente di ottenere frutteti a parete sottile con un aumento dell’intercettazione della luce, bassi costi di gestione per una riduzione degli interventi di allevamento, meccanizzazione della potatura, semplificazione della raccolta e migliori rese e qualità dei frutti. Nel medesimo campo sono state allestite reti e teli di copertura di Corradi, Retilplast e Serroplast, ma anche sistemi irrigui curati da Irritec.

Nella parte di area dedicata all’orticoltura erano presenti macchine per la coltivazione del pomodoro da industria e della patata. Per quest’ultima la ditta Forigo, per esempio, ha presentato due novità: Modula, un’innovativa seminatrice per patate capace di operare utilizzando la pacciamatura biodegradabile già dalla semina per anticipare il ciclo vegetativo e ridurre al minimo l’uso di diserbanti, e Green Bug, una macchina in grado di aspirare insetti su diverse specie orticole. Completava il quadro dedicato alle patate una defogliatrice da impiegare in preraccolta. L’area dimostrativa ha visto anche la presenza di nuovi vasi per la coltivazione dei mirtilli di Pasquini&Bini realizzati, in collaborazione con Lucart, con materiale GreenPlast derivante dal riciclo degli imballaggi di tipo Tetra Pak.


Acqua sempre in primo piano

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Salvatore Gentile del Cer illustra le tecnologie irrigue dell'area Acqua Campus presso lo stand Anbi/Cer a Macfrut

Sostenibilità e adattamento alla crisi climatica sono i temi centrali nella presenza di Anbi e Cer al salone fieristico Macfrut.

Ne sono un esempio le pratiche promosse durante le tre giornate: certificazione volontaria di sostenibilità idrica Goccia Verde, utilizzo delle acque reflue come risorsa aggiuntiva alle tradizionali fonti di approvvigionamento idrico per l’agricoltura, difesa antigelo nei campi attraverso assicurazioni ma soprattutto impianti di copertura e di irrigazione innovativi, strategie per l’adattamento alla crisi climatica.

Ampio spazio anche a tecnologia e innovazione, protagoniste come sempre dell’area Acqua Campus dove sono state allestite alcune delle strumentazioni più all’avanguardia nella gestione virtuosa delle risorse idriche: stazione metereologica e sensore di umidità, Sonda (Sentek) Drill & Drop, paratoia e misuratore PikoMeter (Rubicon), miscelatore per fertirrigazione Yara Easyfeed, nodo di monitoraggio e controllo sul campo autoalimentato con pannelli solari RF-X1, macchina Geomix per la solubilizzazione di concimi idrosolubili e dosaggio di soluzioni concentrate.

Leggi gli articoli sul portale Osservatorio acqua sul sito di Terra e Vita


Gestione del rischio

In occasione di Macfrut, Edagricole e Asnacodi Italia hanno allestito l’area forum gestione del rischio nata in seno al progetto di divulgazione dei temi della difesa attiva e passiva. Attraverso sei workshop durante le tre giornate di fiera è stata offerta una panoramica su tutti gli strumenti oggi a disposizione degli imprenditori agricoli per difendersi da avversità climatiche, fitosanitarie e crisi di mercato.

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Un momento del workshop "Risorsa idrica, varietà e coperture intelligenti: le best practice in campo"

Dai sistemi di supporto alle decisioni alle attrezzature per difendere le colture da grandine, gelo, pioggia e insetti, dagli impianti di irrigazione capaci di gestire in maniera efficiente la risorsa idrica agli strumenti assicurativi più innovativi come fondi mutualistici e polizze parametriche. E poi il credito, fondamentale per programmare investimenti. Tutti strumenti indispensabili per costruire una strategia di gestione del rischio, diventata ormai un vero e proprio strumento di lavoro, per tutelare le colture e assicurare un reddito adeguato.
Hanno reso possibile l’evento le aziende sponsor Aon-One-Gi&Bi Broker, Arrigoni, Hypermeteo-Radarmeteo, Howden, Vh Italia assicurazioni.


Le due biosolutions premiate

Premiata a Macfrut l’innovazione di prodotto nella quarta edizione del Biosolutions Innovation Award, nell’ambito del Salone Biosolutions International Event che fa della kermesse fieristica il punto di riferimento europeo del settore con una settantina di imprese presenti. Coordinato da Agri2000 net, partner scientifico della manifestazione, due le innovazioni premiate dal comitato scientifico: Vynyty Press di Bayer e YaraMila Nutri di Yara.

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A ritirare il premio per Vynyty sono stati Silvano Locardi, responsabile marketing frutta e vite di Bayer, insieme a Ignazio Romeo, responsabile marketing orticole di Bayer. Ha ritirato il premio per YaraMila Nutri Rocco Cavoto, sales & marketing and agronomy di Yara.

Nel dettaglio, con Vynyty Pro Press la pratica della confusione sessuale in pomodoro e pesco e raggiunge maggiore efficienza grazie alla maggiore durata del trattamento, alla facilità di impiego ed alla estrema sostenibilità del prodotto che al termine della sua vita si degrada naturalmente nell’ambiente.
L’altro prodotto innovativo premiato è YaraMila Nutri di Yara. Utilizzato su colture ortofrutticole, aumenta la crescita dell’apparato radicale e consente un migliore assorbimento dei nutrienti somministrati a bassi dosaggi.

Macfrut: l’innovazione è l’unica via per l’ortofrutta - Ultima modifica: 2024-05-20T12:41:37+02:00 da Sara Vitali

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