Ortofrutta, Cso: «serve una strategia comune per il rilancio del settore»

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Aprire nuovi mercati per le esportazioni, dare alla produzione i mezzi necessari a fronteggiare le emergenze fitosanitarie, ottenere reciprocità di condizioni in Europa, dare infrastrutture adeguate al trasporto delle merci, promuovere un’ulteriore aggregazione produttiva. Sono così riassumibili gli interventi richiesti per il rilancio del settore ortofrutta, in occasione di Fruit Logistica 2020

Per il settore nazionale dell'ortofrutta il 2019 è stato un anno negativo sia per l'export sia per i consumi interni. «Se guardiamo ai numeri dell’ortofrutta fresca, depurandoli dal surplus dato dal pomodoro da industria e dai trasformati, dobbiamo riconoscere che la Spagna produce più di noi e ci supera nel mercato globale con esportazioni tre volte superiori a quelle italiane. Da qui dobbiamo ripartire con una strategia che guardi alla produzione, ai consumi interni, alle esportazioni e alle importazioni con obiettivi precisi». Lo ha detto Paolo Bruni, il presidente di Cso Italy, all’inaugurazione dello spazio "Italy - The Beauty of Quality” durante Fruit Logistica 2020, in presenza del ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, dell’ambasciatore d’Italia a Berlino Luigi Mattiolo, dell’europarlamentare Paolo De Castro, del direttore generale dell’Ice Roberto Luongo, dei presidenti di Coldiretti Ettore Prandini e di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, e dei vertici del settore ortofrutticolo italiano: Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, Gennaro Velardo, presidente di Italia Ortofrutta, Davide Vernocchi, coordinatore Ortofrutta di Alleanza delle Cooperative Italiane, e Ennio Magnani, presidente di Assomela.

I passi da compiere per il rilancio del settore

Gli interventi per il rilancio del settore sono riassumibili in pochi punti essenziali:

  • aprire nuovi mercati alle nostre esportazioni di ortofrutta;
  • dare alla produzione i mezzi necessari a fronteggiare le emergenze fitosanitarie;
  • ottenere reciprocità di condizioni in Europa;
  • dare infrastrutture adeguate al trasporto delle merci e affrontare le sfide della logistica in un ragionamento di sistema che coinvolga anche le piattaforme dei Mercati.
  • promuovere un’ulteriore aggregazione produttiva, guardando a quanto già successo per alcuni prodotti come mele, pere e kiwi, spingendo le OP verso una nuova dimensione, anche transnazionale.

La risposta del ministro Bellanova

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De Castro, Bellanova e Giansanti nello stand della collettiva italiana a Fruit Logistica

Il ministro Teresa Bellanova ha risposto all'appello lanciato dal presidente del Cso Italy con il fermo impegno a condividere il documento congiunto sulle priorità dell'ortofrutta italiana firmato anche dal coordinatore Ortofrutta di Alleanza delle Cooperative Italiane, Davide Vernocchi,  dal presidente di Assomela, Ennio Magnani, dal presidente di Fruitimprese, Marco Salvi e dal presidente di Italia Ortofrutta, Gennaro Velardo. Ha anche convocato un Tavolo di Coordinamento sull’Ortofrutta, per il 25 febbraio prossimo, avrà l'obiettivo di fissare le modalità di lavoro e raggiungere, “tutti insieme” le finalità condivise.

«Per me è un onore essere a Berlino insieme a voi. Siamo qui per dire tutti insieme al mondo: siamo l’Italia. Ci siamo da leader nella produzione ortofrutticola con esperienze di eccellenza, capaci di guardare alle opportunità del commercio mondiale. Capaci di mantenere un radicamento fortissimo col territorio. Voi siete storie di territorio. Voi siete l’identità stessa di tante aree rurali del Paese, dove proprio la produzione ortofrutticola rappresenta non solo un’opportunità economica, ma qualcosa di più profondo. Siamo qui perché l’Italia vuole mercati aperti con regole certe. Non crediamo che i dazi siano lo strumento del futuro delle relazioni mondiali». Il ministro ha raccontato dei suoi recenti incontri a Bruxelles e negli Stati Uniti, annunciando un’imminente missione a Mosca, finalizzati ad aprire i mercati appunto “con regole certe”. Bellanova sta condividendo con altri ministri una strategia globale per il rilancio dell’agricoltura made in Italy, un settore non secondario ma nevralgico dell’economia nazionale, un settore ma mettere in primo piano e nel quale l’ortofrutta recita un ruolo da protagonista.

Promuovere l'aggregazione produttiva

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Da sinistra, Paolo Bruni e Paolo De Castro

I produttori di ortofrutta, già penalizzati da un nuovo calo dei consumi e dell'export, si trovano in queste settimane a dover fronteggiare anche pesanti riflessi economici per i danni da specie aliene come la cimice asiatica. Per questo, nel quadro della riforma della Pac, il Parlamento europeo sta lavorando affinché abbiano la possibilità di fare leva su nuove risorse finanziarie attraverso i nuovi piani settoriali, con un aumento dei contributi da parte dell'Unione che arrivi al 5% della Produzione lorda vendibile, contro l'attuale 4,1%, come sostegno diretto alle Organizzazioni di produttori e loro associazioni.

«Vogliamo incentivare il maggior grado possibile di integrazione - ha spiegato Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo - proponendo un contributo pari al 5% della Plv per le forme meglio organizzate, che possa essere incrementato di un ulteriore 0,5% per le Op e Aop che abbiano dimensioni transnazionali. Per quanto riguarda gli interventi settoriali e tra questi quelli per l'ortofrutta, previsti per ora nel regolamento sull'Ocm unica, le misure previste saranno ricomprese all'interno di un unico Piano strategico definito a livello nazionale, al fine di assicurare una maggiore coerenza degli interventi Pac. Il modello Ocm ortofrutta, a conferma e riconoscimento dell'efficacia di questo strumento, sarà esteso ad altri settori oltre al vino, a olio d'oliva, luppolo e apicoltura. Inoltre vogliamo ampliare il ventaglio di misure finanziabili attraverso i fondi di esercizio, includendo una maggiore attenzione alla programmazione produttiva e all'adattamento alle esigenze del mercato».

Ortofrutta, Cso: «serve una strategia comune per il rilancio del settore» - Ultima modifica: 2020-02-10T14:31:01+01:00 da Rivista di Frutticoltura e Ortofloricoltura

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