Pero, una coltura in allerta. Reagire insieme contro le calamità

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La produzione di pere già in fase previsionale, a metà luglio, si prospettava deficitaria a causa di un andamento climatico non favorevole alla coltivazione. Le previsioni di produzione stimate a quell’epoca e basate sulla conta dei frutti in un campione rappresentativo di aziende, indicavano un’offerta 2019 di circa 511.000 t, il 30% in meno rispetto all’anno precedente, che già si presentava con livello piuttosto contenuto. Storicamente queste stime, essendo basate su un metodo oggettivo e vista l’elevata numerosità campionaria, hanno sempre presentato un elevato livello di attendibilità con uno scostamento massimo pari al 5%.
A consuntivo la produzione effettivamente raccolta è scesa in maniera significativa rispetto al preventivato e oggi si può stimare a livello nazionale un’offerta di circa 365.000 t, contro le 730.000 t del 2018 e le 934.000 t raggiunte nel 2011, ultimo anno di produzione piena.
Un livello così basso non si era mai avuto in precedenza. In particolare, in Emilia-Romagna la produzione 2019 oggi si attesta su circa 243.000 t, contro le 357.000 stimate a inizio luglio.
Questa notevole differenza non può che essere imputata ad altro se non agli effetti nefasti della forte presenza di cimice asiatica e maculatura bruna. Infatti, una percentuale elevatissima di prodotto è caduto a terra o non è stato raccolto in quanto presentava una qualità che lo rendeva inadatto a qualsiasi tipo di commercializzazione. È una diminuzione che ha riguardato tutte le principali varietà, senza grosse differenze.


In Emilia-Romagna per Abate Fetel, Conference e Kaiser si stima un calo di circa il 60% rispetto al 2018; più contenuti, ma comunque allarmanti, i cali stimati per Santa Maria (-49%), Carmen (-38%), Decana del Comizio (-36%).
È una situazione veramente preoccupante che avrà risvolti molto negativi su molti fronti.
Le aziende agricole con così grossi cali produttivi non riusciranno, pur con l’aumento del prezzo unitario, ad ottenere una Plv adeguata ai costi di produzione. In base alle elaborazioni effettuate da Cso Italy si stima che la perdita economica per l’agricoltore possa avvicinarsi ai 9.000 €/ha. Una perdita economica che non si fermerà alla fase produttiva, ma riguarderà anche tutto il post-raccolta per un valore complessivo nella sola Emilia-Romagna di oltre 200 Ml €.
Se si considera che anche molte altre aree del Nord Italia sono state coinvolte dalla stessa problematica si arriva ad una stima del danno complessivo di circa 270 Ml €.
Forti preoccupazioni anche in termini di forza lavoro: la minore produzione ha comportato anche un minor bisogno di manodopera sia nella fase produttiva, sia in quella post-raccolta e si stima una perdita occupazionale nel Nord Italia, per il solo comparto pere, di circa 338.000 giornate/uomo.
È chiaro che di fronte a questi problemi c’è bisogno di una forte reazione, come quella che c’è stata fin dai primi sentori. Da più parti, e dall’OI Pera in primis, si è cercato di sensibilizzare a tutti i livelli le Istituzioni, sia la Regione che il Ministero, affinché considerino questa situazione una vera e propria “calamità” e mettano a disposizione tutti i mezzi necessari per aiutare le aziende economicamente in forte difficoltà. È però necessario anche individuare una strategia nell’ambito della ricerca evitando il rischio che in questo momento di grande incertezza si sovrappongono le linee di intervento e di studio e si “perda tempo”.
Relativamente alla problematiche della cimice asiatica è necessario lavorare sugli antagonisti, ma anche su tutto ciò che la chimica può dare in aiuto al problema, sempre nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, ambiti in cui l’agricoltura italiana si è sempre impegnata in modo serie e incisivo.


Per questo motivo l’OI Pera ha voluto dare un proprio supporto facendosi “capofila” di un alcuni progetti che sono stati e saranno presentati nell’ambito della programmazione del PSR della Regione Emilia Romagna proprio su queste tematiche. Importantissimo è anche il ragionamento che si sta facendo in ambito OI di coordinare un progetto complessivo sulla pericoltura con azioni finalizzate a diversi ambiti di intervento: cimice asiatica e maculatura bruna naturalmente, ma anche moria delle piante, sistemi d’impianto (qualità del materiale vivaistico, portinnesti, densità d’impianto e forme di allevamento) e post-raccolta.
Nell’ambito di FuturPera, la fiera che si terrà a Ferrara dal 28 al 30 novembre, tutta incentrata sul comparto delle pere, l’OI Pera ha collaborato con CSO Italy all’organizzazione di due convegni tecnici, uno sulla maculatura bruna, che si terrà il giorno 28 novembre, e uno sulla cimice, fissato il 30 novembre, che vedranno la partecipazione dei più importanti esperti delle due tematiche, proprio per cercare di dare una risposta al mondo produttivo.
Spostando l’attenzione ad un contesto più europeo, ad oggi non si hanno dati definitivi sulla situazione dei consuntivi. Con le previsioni diffuse ad agosto in occasione di Prognosfruit 2019, si prospettava una situazione di offerta contenuta, poco oltre i 2 milioni di t, il livello più basso degli ultimi anni ad esclusione del 2012.

A consuntivo, se gli altri Paesi confermassero le previsioni di agosto, con il solo aggiornamento dell’Italia, la produzione europea scenderebbe a circa 1.900.000 t, molto simile al 2012, con Belgio e Olanda che dovrebbero avere quantitativi inferiori allo scorso anno.
È chiaro che con questa offerta sul piano commerciale non ci saranno problemi di vendita, anzi si dovranno selezionare le vendite per poter raggiungere l’obiettivo economico più elevato possibile.
Già dai primi dati sulle vendite aggiornati al 1° di ottobre le percentuali di venduto sono più elevate rispetto allo scorso anno, pari al 10% per Abate Fetel.

Il mercato estero

Sul piano commerciale chiaramente la stagione 2019-20 è tutta da valutare, anche in considerazione di quanto detto sopra.
L’export di pere italiano, che si aggira sul 20-22% della disponibilità, negli ultimi anni si è posizionato mediamente su circa 150.000 t e nella stagione 2018-19 i volumi si sono attestati sulle 140.000 t, quindi un -12% rispetto alla campagna precedente, ma inferiore anche alla media del triennio precedente.
Sui mercati esteri le esportazioni di prodotto italiano solitamente si scontrano con la forte concorrenza di Belgio e Olanda che negli anni hanno duplicato il loro potenziale produttivo e dal 2014 sono bloccate verso la Russia per via dell’embargo.
Si stima che rispetto a qualche anno fa oggi Belgio e Olanda insieme inviino sul mercato europeo oltre 220.000 t di prodotto in più rispetto a quanto succedeva prima dell’embargo, quando grossi quantitativi erano proprio inviati alla Russia.
Le esportazioni dell’Olanda nella campagna 2018-19 si sono posizionate su oltre 359.000 t, solo in lieve riduzione rispetto ai buoni livelli raggiunti durante il 2017-18, +1% se confrontate con la media del triennio precedente. Da notare un aumento del 14% dell’export al di fuori dell’Europa.
Le esportazioni del Belgio nella scorsa campagna, con circa 288.000 t, hanno segnato un -5% rispetto al 2017-18. Oltre il 90% delle esportazioni del Belgio sono indirizzate a Paesi dell’Ue; prima dell’embargo la quota si fermava a poco oltre il 50% del totale.
In particolare, quest’anno sarà interessante monitorare la quota di prodotto che eventualmente arriverà nel nostro Paese dall’estero a causa delle basse produzioni interne.


FuturPera 2019: cresce il Salone della Pera,
punto di riferimento tecnico e commerciale per il settore

Dal 28 al 30 novembre i padiglioni di Ferrara Fiere ospiteranno la terza edizione di FuturPera, Salone internazionale della Pera, l’evento biennale ad altissima specializzazione che è diventato, sin dalla sua prima edizione nel 2015, un appuntamento tecnico e commerciale di grande rilevanza per il comparto pericolo. Quest’anno il Salone si conferma ricco di proposte dedicate soprattutto ai frutticoltori, a partire dalle aziende fornitrici di mezzi tecnici che, nei 16mila mq dei padiglioni di Ferrara, presenteranno prodotti e servizi dei diversi anelli della catena: ricerca varietale, vivaismo, agrofarmaci, produzione, raccolta e post-raccolta, meccanizzazione agricola, logistica, packaging, commercializzazione del prodotto, import-export.


Tutto nell’ottica di dare al pubblico gli strumenti concreti per migliorare produzione e raccolta, ma anche la trasformazione e la commercializzazione del prodotto, con un occhio rivolto a mercati abituali e nuove possibilità di export.
Anche questa edizione avrà come fulcro informativo il “World Pear Forum”, tre convegni internazionali, organizzati in collaborazione con CSO Italy, che vedranno i più importanti esperti del comparto confrontarsi su tematiche tecniche come cimice asiatica e maculatura bruna o discutere delle nuove sfide di mercato.
Giovedì 28 novembre, a partire dalle 14,30, si parlerà di “Analisi e possibili soluzioni ai danni della maculatura bruna”, con una prima parte dedicata alla relazione sulle prove in campo e i risultati ottenuti nei centri di saggio con i prodotti fitosanitari più efficaci. La seconda parte del convegno porterà l’esperienza di tecnici ed esperti del settore. A seguire l’intervento del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna con le prime indicazioni sulle modalità di difesa per le prossime annate. Nell’ultima parte del convegno si parlerà, invece, di miglioramento produttivo con l’intervento dell’”horticultural advisor” australiano Marcel Veens, che farà una relazione sulla sua esperienza di coltivazione, trattando di potatura, gestione della pianta e nutrizione. Moderatore del convegno sarà Ivano Valmori, direttore di AgroNotizie.
Venerdì 29 novembre, alle 9,30, esperti e rappresentanti di Organizzazioni di Produttori,
cooperative e Grande Distribuzione Organizzata si confronteranno sul tema: “Prospettive commerciali e nuove opportunità di mercato”. Gli interventi e la tavola rotonda punteranno ad analizzare la situazione a livello di disponibilità di prodotto e di andamento dei prezzi, per poi fare il punto su nuovi sbocchi commerciali. Moderatore del convegno sarà Rossella Gigli caporedattrice di FreshPlaza.
Sabato 30 novembre, alle 9,30, si terrà il secondo convegno tecnico: in apertura CSO Italy farà il punto sulle ultime tendenze della pericoltura italiana. A seguire la relazione della Fondazione Navarra di Ferrara sulla riorganizzazione dell’assetto varietale. Nella seconda parte del convegno di parlerà di modalità di difesa e risultati della ricerca per contrastare la cimice asiatica. L’ultima parte di questo importante focus sarà dedicata alla tavola rotonda con tecnici e produttori per un confronto su problematiche ed esperienze concrete in campo per il contenimento dell’insetto alieno. Modererà il convegno e la tavola rotonda Giannantonio Armentano, giornalista de L’Informatore Agrario.
FuturPera è organizzata da Ferrara Fiere e Congressi e OI Pera (Organizzazione Interprofessionale Pera) con la collaborazione di CSO Italy, Fondazione F.lli Navarra di Ferrara, il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Ferrara e Camera di Commercio di Ferrara e il sostegno di Bper Banca, Generali Italia, VH Italia Assicurazioni. L’ingresso al Salone e ai convegni del World Pear Forum è gratuito. È necessaria la registrazione che può essere fatta direttamente in fiera oppure on line sul sito www.futurpera.com

Pero, una coltura in allerta. Reagire insieme contro le calamità - Ultima modifica: 2019-11-11T09:47:56+01:00 da Lucia Berti

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