Mele Annurca, calibri piccoli e produzioni limitate

mele Annurca
I nuovi impianti di Annurca in Campania sono condotti secondo il disciplinare di produzione dell'IGP “Mela annurca campana”
Un’annata poco favorevole

“Le continue piogge del mese di maggio hanno influenzato negativamente l’allegagione dei frutti, incidendo in maniera determinante sulla produzione che, si stima, quest’anno è risultata inferiore di circa il 40% in tutte le aree di produzione dell’Annurca”. È quanto ci dice Nunzio Maione che con il padre Francesco e il fratello Salvatore conduce l’azienda frutticola “La grande mela” dove si coltivano circa 20 ettari di Annurca tra l’alto casertano e la provincia di Benevento.

“La nostra azienda ha una tradizione più che centenaria – precisa Maione – e da sempre è impegnata nella coltivazione di Annurca. Negli ultimi anni abbiamo rinnovato i vecchi impianti sostituendo la classica e tradizionale varietà di Annurca, di colore più sbiadito, con il clone più recente “Rossa del Sud”, coltivato con forma di allevamento a spalliera e secondo le indicazioni del disciplinare IGP”. L’azienda agricola produce, mediamente, 500 t di mele, ma quest’anno, per le avverse condizioni climatiche descritte, la resa è risultata molto inferiore, attestandosi intorno alle 300 t.

mele Annurca
5Quest’anno la produzione di mele Annurca è stata inferiore alla media di circa il 40%, con una quota molto contenuta di frutti di calibro elevato

“Tutto ciò anche a causa di un aumento della percentuale di scarto causata dall’insorgenza di fitopatie (ticchiolatura) legate agli eccessi di umidità del periodo primaverile, precisa Nunzio Maione, nonostante in azienda siano adottate reti antigrandine per evitare danni diretti e indiretti causati da eventi meteorici avversi”. Inoltre, la scarsità delle piogge nel periodo estivo, associata alle elevate temperature del periodo, ha influito negativamente sulla pezzatura dei frutti, riducendo anche la qualità del raccolto.

“Si stima che la percentuale di frutti di calibro extra (>75 mm) – aggiunge Francesco Maione – è intorno al 10% del totale; i frutti di prima categoria (calibro compreso tra i 70 e i 75 mm) sono mediamente pari al 30%, mentre quelli di seconda si attestano intorno al 40%. Infine, il calibro piccolo (<65 mm) quest’anno rappresenta il 20% del totale”. Con questi numeri si immagina che la campagna commerciale per i frutti di maggiore pezzatura, i più richiesti dal mercato, possa concludersi in forte anticipo, già nel mese di gennaio. “Anche la commercializzazione dei frutti di calibro inferiore – precisa Francesco – si concluderà in anticipo (entro marzo) e buona parte della domanda resterà inevasa. Questa situazione comporterà, sicuramente, un aumento dei prezzi, in particolare per le mele di calibro maggiore”.

mele Annurca
5La crescente richiesta di Annurca IGP è stata favorita dalle ottime caratteristiche nutraceutiche di questo frutto, adeguatamente pubblicizzate

A questa situazione non rosea si sono poi aggiunte le copiose piogge della prima quindicina di novembre che hanno danneggiato gli ultimi raccolti ancora disposti in melaio per la fase di arrossamento. “Le mele in fase di arrossamento, sottoposte alle continue piogge, assorbono acqua perdendo la tipica croccantezza e la giusta conservabilità, anche per il possibile insorgere di marciumi”. Anche se l’annata complessivamente non sarà sfavorevole dal punto di vista economico, si avrà un risvolto negativo per l’impossibilità di rispondere adeguatamente alla domanda, in un momento storico che vede gli impianti di Annurca in aumento (+ 10%) per l’incremento della richiesta di prodotto, soprattutto con marchio Igp.

“L’aumento della domanda è legato anche alle campagne promozionali effettuate e alla pubblicizzazione dei risultati di ricerche scientifiche che attestano le ottime caratteristiche nutraceutiche dell’Annurca. Sia i mercati generali, sia la Gdo sono interessati al prodotto a marchio Igp che tutela il consumatore circa il processo di produzione adottato. Si riduce sempre più la presenza di annurca non IGP e i nuovi impianti sono tutti iscritti al consorzio di tutela”. La scarsità dell’offerta influirà anche sugli usi alternativi dell’Annurca, per cui il prodotto destinato all’industria sarà molto limitato.n


Packaging moderno

La mela Annurca è commercializzata su tutto il territorio nazionale, mentre ancora scarsa è la conoscenza di questa tipicità campana all’estero. “Il prodotto è esitato sia sui mercati nazionali, sia presso la GDO” – ci dice Nunzio Maione. “La maggior parte del prodotto sfuso conferito in imballaggi a rendere (Cpr, Ifco, ecc.) è destinata alla Gdo, mentre sui mercati finisce buona parte del prodotto confezionato in monostrato in padelle di cartone da 3-4 kg”.

Altre confezioni sono rappresentate dalle vaschette di plastica da 500-600 grammi e dai sacchetti in plastica da 1,5-2 kg, questi ultimi tutti commercializzati tramite la Gdo.
“In relazione alle nuove tendenze, che vedono una crescente riduzione dell’utilizzo della plastica siamo in procinto di adottare un nuovo packaging che prevede la sostituzione delle vaschette in plastica con altre in cartone e i sacchetti di plastica con altri costituiti di materiale biodegradabile”.

Mele Annurca, calibri piccoli e produzioni limitate - Ultima modifica: 2019-12-05T10:24:37+01:00 da Lucia Berti

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome