Il Trentino frutticolo è sempre più sostenibile

Apot
Apot, associazione produttori ortofrutticoli trentini, ha presentato i risultati per il 2021 del progetto Trentino Frutticolo Sostenibile, condotto attraverso indagini statistiche svolte sul territorio sui temi del suolo e delle acque, il biologico, la biodiversità, l’introduzione delle varietà resistenti, l’apicoltura, la riduzione delle emissioni e dei fitofarmaci

In un anno la quantità di fitofarmaci usati sui frutteti trentini è passata da quasi 52 kg/ha del 2020 a poco più di 30 kg del 2021, con un calo del 42%. Nel medesimo anno i meleti coltivati con il metodo biologico hanno sfiorato i 500 ettari. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto 2021 sul progetto “Trentino Frutticolo Sostenibile” per un rapporto trasparente con il mondo dei consumatori, presentato da Apot, l’associazione delle Op del Trentino: Melinda e La Trentina.

Il monitoraggio e mappatura del territorio è iniziato nel 2016 quando APOT, ha scelto di condividere con la comunità locale lo stato di salute dell’ambiente trentino, per uno sviluppo sostenibile.

Molti i cluster seguiti lo scorso anno: la qualità del suolo e delle acque; i risultati nel settore del biologico e le prospettive di sviluppo, la biodiversità, l’introduzione delle varietà resistenti, l’apicoltura, la riduzione delle emissioni e dei fitofarmaci. Su tutti questi temi si sono avuti risultati significativi.

Fitofarmaci

Nel 2021 è stato ulteriormente affinato il metodo di calcolo del “rischio” connesso all’impiego di fitofarmaci, con l’adozione del l’Indice di Rischio armonizzato (HRI) impiegato a livello comunitario. Anche in questo caso la riduzione è molto significativa e, fatto 100 il rischio all’anno 2014, le scelte tecniche introdotte dal sistema Apot in collaborazione con il Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione E. Mach hanno portato a una riduzione dei rischi associati all’impiego di fitofarmaci di oltre il 43% in sei anni.

Biologico

Prosegue il programma di ampliamento delle superfici coltivate a biologico, che al 2021 arrivano a 483 ettari per le OP del sistema Apot, così come prosegue l’impianto di varietà di melo resistenti ad alcune delle patologie del melo, con 131 ettari al 2021 tenendo anche conto delle variabili tecnico-agronomiche così come del quadro e delle tendenze di mercato.

Controlli

Sono così 877 i controlli documentali, di cui 95,2% conformi; 242 sono le analisi residuali “estive” eseguite su frutticini e foglie (99,6% quelle conformi); 602 infine quelle residuali “autunnali” eseguite su 23 varietà (100,0% quelle conformi), con oltre 200.000 principi attivi ricercati.

Quasi totale anche la percentuale di conformità in merito alla corretta distribuzione dei diserbanti, con controlli mirati nelle aree di forte pendenza, o alla corretta gestione della tecnica della confusione sessuale, che ha certamente contribuito a contenere l’utilizzo di insetticidi.

Formazione

Nel 2021 è proseguita l’intensa attività formativa, che ha visto la partecipazione di 2.679 iscritti, di cui 8.037 ore frequentate dai frutticoltori (15 edizioni sono ad oggi in fase di erogazione in aula e 47 edizioni sono state erogate on-line).

Serve un'analisi delle dinamiche economiche

Ma come hanno commentato questi risultati i vertici di Apot? In apertura del convegno il presidente Ennio Magnani, ha registrato con soddisfazione gli ottimi risultati conseguiti grazie all’ottima collaborazione con la Fondazione Mach. «I numeri ci dicono che stiamo rispettando gli impegni ma dobbiamo proseguire per rispettare le strategie indicate dall’Ue con la Farm to Fork, avendo sempre presente il fatto che sostenibilità ambientale si poggia sulla sostenibilità economica messa in crisi in questo momento di generalizzato aumento dei costi».

Ribadisce il concetto anche Alessandro Dalpiaz, direttore Apot: «Siamo particolarmente soddisfatti dell’andamento del progetto di Sostenibilità adottato dai frutticoltori trentini. Tutti gli indicatori ci confermano che stiamo camminando sulla giusta strada, con un coinvolgimento sempre più ampio di Enti e soggetti che vedono nella sostenibilità un obiettivo preciso. Certo, abbiamo qualche preoccupazione rispetto ai tempi indicati dall’Unione Europea con il Green Deal, che manifestano possibili criticità sulla produttività e competitività del sistema frutticolo europeo ed italiano. Siamo pronti al confronto con spirito positivo, per calibrare metodi e tempi alle caratteristiche dei diversi settori dell’agricoltura, ricordando che solo una corretta analisi delle dinamiche economiche può garantire continuità agli agricoltori, consentire di costruire una vera sostenibilità ambientale e mantenere il ruolo occupazionale che tanto ha dato anche nei momenti critici della pandemia».

Il Trentino frutticolo è sempre più sostenibile - Ultima modifica: 2022-02-23T15:24:34+01:00 da Sara Vitali

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