Coltivazione del mango: la buona riuscita dipende dal microclima

coltivazione mango in italia
Alcune varietà sono più resistenti di altre, alcune tecniche agronomiche sono più vantaggiose e alcuni sistemi d’impianto sono più adatti di altri. Ma prima di tutto deve essere verificata l’idoneità dell’ambiente

Nelle ultime decadi la coltivazione della frutta tropicale in Italia ha subito un incremento notevolissimo sull’onda del cambiamento climatico e di un accresciuto interesse da parte dei mercati e dei consumatori.

Sono aumentate esponenzialmente le superfici dedicate alla coltivazione di avocado, molte serre sono state riconvertite dagli ortaggi alla coltivazione di papaya e, soprattutto, moltissimi agricoltori hanno investito nell’impianto del mango.

Tipologie di impianto per la coltivazione del mango

Da quanto esposto integralmente nella rivista Frutticoltura n. 06/2023 emerge chiaramente quanto il mango sia una specie delicata il cui adattamento alle condizioni climatiche mediterranee deve essere ancora oggetto di studio. Alcune varietà si sono dimostrate più resistenti di altre e alcune tecniche agronomiche si sono dimostrate più vantaggiose di altre.

L’accrescimento contenuto delle piante consente di considerare la possibilità di coltivare la specie in ambiente protetto o semi-protetto. Ad ogni modo, l’azienda agricola deve essere localizzata in un territorio dotato di un microclima adatto. Ogni considerazione su altri parametri di impianto verrà effettuata solo in seguito alla verifica dell’idoneità dell’ambiente per la specie.

Durante gli ultimi anni, si è osservato lo sviluppo di piante di mango in diverse condizioni colturali. Esse possono essere coltivate:

  • in pieno campo, a patto che siano presenti adeguati sistemi di protezione dal vento che limitino la circolazione dell’aria tra le parcelle;
  • in serra, avendo cura di aprire la stessa durante i periodi più caldi, possibilmente dotandosi di sistemi di apertura automatici programmabili in base alle condizioni ambientali;
  • sotto rete antigrandine / ombreggiante, per avere un doppio vantaggio sia durante la stagione fredda che durante quella calda;
  • infine si sono sperimentati anche film plastici a copertura parziale, allo scopo di proteggere la fascia produttiva della chioma senza aumentare eccessivamente le temperature all’interno della parcella.

Ciascuna di queste configurazioni ha portato a risultati più o meno soddisfacenti, con problematiche di diversa natura legate al clima mediterraneo e alla conseguente gestione che deve essere realizzata. Sono già stati pubblicati diversi articoli scientifici che mettono in luce pro e contro di ciascuna di esse, ma la ricerca è ancora in itinere e solo dopo diversi anni di osservazione si potrà giungere a una conclusione per indirizzare nella maniera migliore gli agricoltori dediti a questa coltura.

Articolo completo sulla rivista di Frutticoltura n. 06/2023


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Coltivazione del mango: la buona riuscita dipende dal microclima - Ultima modifica: 2023-07-14T15:54:40+02:00 da Elena Barbieri

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