Agrintesa, 10 anni all’insegna di crescita e sviluppo

Agrintesa
Un momento dell'incontro celebrativo del decennale condotto da Patrizio Roversi.
Una delle maggiori cooperative italiane del gruppo Apo Conerpo

Il 28 maggio scorso si è celebrato il decimo anniversario di Agrintesa, cooperativa frutti-viticola con sede a Faenza (Ra). Associata ad Apo Conerpo e a Confcooperative, la società conta 4.000 produttori associati, 2.000 dipendenti e sviluppa un valore della produzione di oltre 290 milioni di euro. Commercializza 295.000 t di prodotti ortofrutticoli e 1.350.000 ettolitri di vino.

La cooperativa, nata nel 2007 dalla fusione di tre realtà di primo piano aderenti ad Apo Conerpo (Intesa, Agrifrut ed Emiliafrutta), “nonostante la pesante crisi economica mondiale iniziata nel 2008” – ha dichiarato il presidente, Raffaele Drei – “ricopre oggi un ruolo di primo piano nel panorama ortofrutticolo italiano ed europeo a conferma della lungimiranza delle scelte effettuate dieci anni fa e del dinamismo dei suoi soci che, pur di fronte alle difficoltà del settore, hanno continuato a credere ed investire nella loro attività, puntando con decisione sull’innovazione e la specializzazione”.

Nell’ultimo decennio, il comparto ortofrutticolo è stato interessato da cambiamenti davvero radicali, e si è assistito ad una competitività sempre più spinta tra le diverse aree di produzione, spesso sfociata in pericolose crisi di mercato. “Le scelte compiute nel 2007 da soci, consiglieri e dirigenti delle cooperative da cui è nata Agrintesa” – ha affermato il direttore generale, Cristian Moretti – “hanno anticipato questi mutamenti e la nostra azienda ha così mostrato di saper affrontare con le nuove sfide che si è trovata davanti. In questi anni, a fronte di una riduzione significativa delle superfici coltivate a pesche e nettarine, sono stati avviati numerosi progetti produttivi, che hanno interessato in particolare kiwi giallo, susine, albicocche tardive, kaki a polpa soda, melo, nuove varietà di pero, nuovi cloni di vite. Nel comparto vitivinicolo, Agrintesa ha compiuto uno straordinario percorso di miglioramento qualitativo portando avanti anche un prezioso lavoro di riqualificazione del patrimonio enologico romagnolo”.

“Parallelamente” – ha aggiunto Moretti – la cooperativa ha ristrutturato e concentrato i propri stabilimenti ortofrutticoli, passati dai 15 esistenti prima della fusione agli attuali 6; importanti gli investimenti per la realizzazione di strutture nuove e più efficienti, con l’obiettivo di specializzare i centri di confezionamento e vinificazione. Questo ha consentito e consentirà di rispondere sempre meglio alle richieste di qualità e servizio della nostra clientela”.

“L’esperienza di questi 10 anni” – ha concluso il presidente Drei – “può quindi essere letta come una sfida non facile di integrazione tra un modello di reale partecipazione associativa e i progetti di moderna imprenditorialità agricola di dimensione globale. Credo che i nostri soci debbano sentirsi orgogliosi di essere elemento integrante di una azienda giovane, nata nel 2007, ma con un DNA di oltre 50 anni di storia e valori”.

All’evento organizzato per celebrare il decennale hanno partecipato numerosi ospiti, tra cui Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, che ha ricordato come in questi ultimi anni l’Emilia-Romagna sia stata la prima regione a livello italiano per tasso di crescita, sottolineando che il patto per lavoro sottoscritto anche dal mondo cooperativo ha contribuito all’obiettivo di ridurre la disoccupazione. Bonaccini ha sottolineato che gli emiliano-romagnoli sono abituati a considerare il benessere un obiettivo non solo da raggiungere, ma anche da condividere e che questa filosofia ha animato i rappresentanti di Agrintesa, che hanno compreso l’esigenza di lavorare insieme per poter competere al meglio sui mercati internazionali.

Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative, ha ricordato che “cooperazione significa vivere insieme la mutualità e la partecipazione e lavorare insieme per il bene di un territorio al fine di dare risposte ai diversi bisogni della comunità; un patrimonio intergenerazionale che costituisce un importante elemento di garanzia per il futuro”.

Centro Stampa

Bologna

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