Il settore dei piccoli frutti — fragola, lampone, mirtillo e mora — rappresenta oggi uno dei comparti più dinamici dell’ortofrutticoltura europea. Negli ultimi anni l’interesse dei consumatori verso prodotti ad alto valore nutrizionale e funzionale ha favorito un incremento delle superfici coltivate e una crescente specializzazione delle aziende agricole.
In questo contesto si inserisce la 12ª giornata tecnica dedicata ai piccoli frutti, organizzata dalla Fondazione Edmund Mach presso la sede di Vigalzano a Pergine Valsugana. L’incontro ha concluso il calendario delle giornate tecniche invernali dedicate ai diversi comparti agricoli e ha rappresentato un momento di aggiornamento tecnico per produttori, tecnici e operatori della filiera.
Durante la giornata sono stati presentati risultati di sperimentazione agronomica e fitosanitaria, con particolare attenzione ai principali fitofagi dei berries, ai programmi di miglioramento genetico e alle strategie per rafforzare la competitività della filiera produttiva.
Ricerca applicata e supporto alla filiera
Il ruolo della ricerca applicata è stato uno dei temi centrali dell’incontro. Gli interventi introduttivi hanno evidenziato come la ricerca agraria moderna non si limiti alla produzione di conoscenza scientifica, ma abbia come obiettivo il trasferimento rapido delle innovazioni al mondo produttivo.
La Fondazione Edmund Mach rappresenta uno dei principali poli di ricerca agraria italiani, articolato in attività di formazione, sperimentazione e consulenza tecnica. L’istituzione, con sede a San Michele all'Adige, opera da oltre un secolo nel campo dell’innovazione agricola, sviluppando programmi di miglioramento genetico, studi sulla difesa delle colture e tecnologie agronomiche avanzate.
Nel settore dei piccoli frutti, le attività della fondazione riguardano diversi ambiti:
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selezione varietale e programmi di breeding
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difesa fitosanitaria e lotta biologica
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agronomia dei sistemi intensivi
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supporto tecnico alle aziende agricole.
Breeding e innovazione varietale: nuove opportunità per il lampone e gli altri berries
Uno degli argomenti principali della giornata tecnica è stato lo sviluppo di nuove varietà di piccoli frutti, con particolare riferimento al lampone.
I programmi di miglioramento genetico sono sempre più orientati verso varietà in grado di coniugare:
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elevata qualità organolettica
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maggiore resistenza alle malattie
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adattamento ai cambiamenti climatici
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buona conservabilità post-raccolta.
Tra le esperienze presentate vi è il lavoro di aziende trentine impegnate nello sviluppo di nuove cultivar, come nel caso del programma di breeding sul lampone promosso da Sant’Orsola. L’obiettivo è ottenere varietà capaci di rispondere alle esigenze della filiera locale, migliorando al tempo stesso produttività e qualità del prodotto.
Parallelamente, altri programmi di miglioramento genetico stanno introducendo approcci innovativi al breeding tradizionale, integrando analisi genetiche e tecnologie molecolari per accelerare la selezione delle nuove cultivar.
Questo approccio consente di individuare genotipi più resilienti agli stress climatici e con caratteristiche qualitative superiori.
La sfida fitosanitaria: il ruolo di Drosophila suzukii
come ha spiegato Alberto Grassi, tra le problematiche più rilevanti per il comparto dei piccoli frutti figura la presenza della Drosophila suzukii.
Sostenuto e alimentato da una quantità di adulti sopravvissuti allo svernamento superiore alla media storica, lo sviluppo demografico stagionale ha subìto una forte accelerazione sin dalle prime fasi primaverili, con percentuali di infestazione su campioni di ciliegie da piante incolte a maggio e giugno rispettivamente del 93 e 97%. Superati gli effetti inibenti di elevate temperature a fine giugno, la popolazione ha dimostrato di riprendersi gradualmente, tanto da superare la media storica delle catture e raggiungere ad inizio ottobre picchi mai toccati prima, con valori di poco inferiori a 6000 adulti in media per trappola alla settimana. Nel computo dei fenomeni che hanno avvantaggiato D. suzukii nel corso del 2025, vanno annoverati anche probabili effetti negativi delle elevate temperature, in particolare di fine giugno, sulla biologia e capacità di parassitizzazione del suo principale antagonista naturale, il parassitoide larvale Leptopilina japonica.
Per quanto concerne la lotta biologica classica mediante inoculi del parassitoide larvale esotico Ganaspis kimorum, sono stati registrati incoraggianti segnali sia di allargamento degli areali di distribuzione attorno ai focolai di rilascio, che della capacità di parassitizzazione e riproduzione a carico di D. suzukii.
Sul fronte della sperimentazione di forme di controllo alternative, buone risposte sono arrivate da una prima valutazione in campo su fragola rifiorente di una tecnica attract and kill (denominata BioMagnet™ Ruby) messa a punto dalla ditta Suterra. L’efficacia rilevata a seguito di un’unica applicazione di questi pannelli è stata del 70% circa in confronto ad una parcella di controllo.
Nuovi fitofagi emergenti nei piccoli frutti
Oltre alla Drosophila suzukii, la giornata tecnica ha affrontato anche altre problematiche fitosanitarie emergenti nei piccoli frutti.
Tra queste figurano:
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l’eriofide della mora (Acalitus essigi) acaro che provoca deformazioni e riduzione della qualità dei frutti. Sebbene le misure preventive primaverili e autunnali sembrano avere un effetto di mitigazione sulla gravità dell’infestazione, nuovi metodi necessitano di essere esplorati. Tra questi il controllo biologico, seppur di maggiore complessità, potrebbe fornire benefici protratti nel tempo. Recentemente, alcune prove di laboratorio condotte con acari predatori fitoseidi e tideidi hanno offerto esempi di buona efficacia nel controllare le popolazioni di eriofidi aprendo la strada a nuove sperimentazioni di campo nei prossimi anni.
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l’antonomo della fragola (Anthonomus rubi) coleottero che attacca i boccioli fiorali riducendo la produzione. Il monitoraggio nel 2025 ha messo in evidenza come vi sia differenza in termini di gravità del danno su fragola rifiorente e sul complesso di imenotteri parassitoidi in grado di contrastare il fitofago ne
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l caso di esplosioni demografiche stagionali. Quest’ultimo aspetto, ed in particolar modo l’approfondimento delle specie di parassitoidi più attive contro A. rubi offre un’opportunità per il biocontrollo di questa specie dannosa.
La gestione di questi fitofagi richiede un approccio integrato basato su monitoraggio, prevenzione agronomica e interventi fitosanitari mirati.
Secondo i tecnici intervenuti all’incontro, la difesa integrata rappresenta la strategia più efficace per ridurre l’impatto dei parassiti mantenendo elevati standard di sostenibilità ambientale.
Agronomia e sistemi produttivi innovativi
La coltivazione dei piccoli frutti sta evolvendo rapidamente verso modelli produttivi sempre più intensivi e tecnologicamente avanzati.
Tra le innovazioni più diffuse si segnalano:
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coltivazioni fuori suolo su substrati artificiali
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utilizzo di tunnel e serre per la protezione delle colture
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sistemi avanzati di fertirrigazione
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monitoraggio digitale delle condizioni climatiche.
Questi sistemi consentono di migliorare il controllo delle condizioni di crescita delle piante, ridurre le problematiche legate alla stanchezza del terreno e ottimizzare la gestione della nutrizione minerale.
In particolare, la fertirrigazione di precisione permette di modulare gli apporti nutritivi nelle diverse fasi fenologiche della coltura, migliorando qualità e resa produttiva.
Cambiamenti climatici e resilienza delle colture
Un altro tema emerso durante la giornata tecnica riguarda l’impatto dei cambiamenti climatici sulla coltivazione dei piccoli frutti.
Negli ultimi anni si è osservata una crescente variabilità meteorologica, con inverni più miti, estati più calde e maggiore frequenza di eventi estremi. Queste condizioni influenzano sia la fisiologia delle piante sia la dinamica dei parassiti, favorendo la diffusione di specie invasive come Drosophila suzukii.
Per affrontare queste sfide, la ricerca sta lavorando su diverse strategie:
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selezione di varietà più resistenti agli stress climatici
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sviluppo di sistemi di coltivazione protetti
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tecnologie di monitoraggio agroclimatico.
Qualità del prodotto e competitività della filiera
La qualità dei piccoli frutti rappresenta uno dei principali fattori di competitività sul mercato. I consumatori richiedono prodotti caratterizzati da:
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elevato contenuto zuccherino
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buona consistenza della polpa
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aroma intenso
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lunga conservabilità.
Per soddisfare queste esigenze è necessario integrare le innovazioni varietali con tecniche di coltivazione avanzate e con una gestione accurata della raccolta e della post-raccolta.
Il futuro della filiera dei piccoli frutti
Dalla giornata tecnica emerge un quadro complessivamente positivo per il settore dei berries, che continua a offrire opportunità di sviluppo per molte aziende agricole.
Tuttavia, per mantenere la competitività sarà necessario investire in:
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ricerca e innovazione varietale
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tecnologie di difesa sostenibili
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sistemi produttivi più efficienti
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valorizzazione commerciale dei prodotti.
In questo contesto il dialogo tra ricerca, consulenza tecnica e mondo produttivo rappresenta uno degli strumenti più efficaci per affrontare le sfide future.
La filiera dei piccoli frutti si conferma quindi uno dei comparti più dinamici dell’agricoltura europea, capace di coniugare qualità, innovazione e sostenibilità produttiva.





