La produzione di qualità parte dal suolo

nutrizione suolo
L’esperienza dell’azienda frutticola biologica Pierantonio Chiavaroli in Abruzzo. Oltre alla scelta delle migliori varietà, l’attenzione per la concimazione e la salute del suolo può fare la differenza

Sostenibilità, diversificazione e ricambio generazionale non sono solo buone raccomandazioni per un’attività imprenditoriale agricola moderna, ma è la realtà per l’azienda agricola Pierantonio Chiavaroli a Pianella in provincia di Pescara. Pierantonio Chiavaroli e i figli Filippo, Francesco e Cecilia - tra i venti e i trent’anni - conducono l’attività familiare nata grazie al nonno Pietro Vito all’inizio del ventesimo secolo. In una vallata tra il Gran Sasso e la Maiella, producono principalmente frutta e alcune referenze orticole. Tutto seguendo i principi dell’agricoltura biologica.

nutrizione suolo
Da sinistra: Francesco, Pierantonio e Filippo Chiavaroli

L’azienda frutticola

«L’azienda per come è oggi nasce nel 1987 con papà Pierantonio che eredita la conduzione aziendale e inizia a diversificare la produzione avviandola alla pratica dell’agricoltura biologica e biodinamica – raccontano Filippo e Francesco. La produzione acquisisce la certificazione biologica nel 1995 e la certificazione Demeter nel 2002. Quest’ultima ci permette di valorizzare la produzione soprattutto sui mercati di Centro e Nord Europa, dove il marchio Demeter è molto riconosciuto da parte dei consumatori. La Germania in particolare è il nostro principale mercato di riferimento».

L’azienda coltiva olivo e piante da frutto - ciliegio, albicocco e susino - che integra con la coltivazione di meloni, pomodori, zucca e la produzione di conserve alimentari.

«Ci troviamo in un territorio collinare, con un clima mite, rinomato per la sua particolare vocazione agricola e soprattutto olivicola. La posizione ci permette di far avere alle piante lunghe ore di luce e di evitare ristagni grazie alle pendenze. Il terreno calcareo argilloso, con alto contenuto in potassio, riesce a dare frutti di qualità. La zona molto ventilata sfavorisce la diffusione di patologie fungine e ci agevola nella riduzione dell’impiego dei prodotti chimici di sintesi».

Oltre alle pratiche agronomiche sostenibili, per l’azienda è molto importante la diversificazione varietale che mette in pratica impiantando diverse varietà, dalle precoci alle tardive, per raccogliere frutta durante tutta la stagione estiva.

«Ma diversificazione non è solo avere più varietà, è anche scegliere quelle migliori. Non bisogna mai affezionarsi a un prodotto, quando non è più adatto alla coltivazione o al mercato deve essere sostituito – continua Francesco. È un concetto fondamentale che ci ha trasmesso nostro padre e che ci guida nella selezione delle migliori varietà, che sia per le caratteristiche del frutto ma anche per quelle agronomiche, come per esempio il basso fabbisogno in freddo che è un parametro non trascurabile davanti ai cambiamenti climatici in atto. Per quanto riguarda le albicocche abbiamo Nirosa 1, Flopria, Orange Rubis, Ledycott, Faralia, Nelson e Farbela. Abbiamo poi la ciliegia super precoce Royal Tioga, le susine Black Diamond, Stanley e Angeleno. Un assortimento che ci consente di raccogliere in modo scalare da inizio maggio fino a fine luglio. Oltre a garantire prodotto per tre mesi, questa diversità varietale ci consente anche di sfruttare in modo continuativo la manodopera».


La fertilizzazione del frutteto

La fertilizzazione del frutteto rappresenta una pratica agronomica fondamentale che deve tenere conto delle caratteristiche del suolo, delle esigenze specifiche delle specie coltivate e delle fasi fenologiche.

Prima di impostare qualsiasi piano di concimazione, è essenziale effettuare un’analisi chimico-fisica del terreno. Questo permette di conoscere: pH del suolo, contenuto di sostanza organica, disponibilità di macro e microelementi. Sulla base di questi dati, è possibile intervenire in modo mirato. Una fertilizzazione equilibrata consente di evitare carenze nutrizionali (specialmente macroelementi come NPK e microelementi come ferro, zinco, boro, manganese), ridurre lo stress delle piante e aumentare la resistenza a malattie e condizioni climatiche avverse.

La fertilizzazione può essere:
Minerale, utilizza fertilizzanti di sintesi con titoli nutritivi ben definiti da apportare al terreno (forma granulare o liquida) e per via fogliare;
Organica, prevede l’utilizzo di materiali naturali come letame maturo che apporta sostanza organica, migliorano la struttura del suolo e favoriscono l’attività microbica. È particolarmente indicata nei sistemi di agricoltura biologica.

Nel frutteto biologico, la fertilizzazione non ha come obiettivo la massimizzazione della produzione, ma il raggiungimento di un equilibrio vegeto-produttivo della pianta. Questo equilibrio è fondamentale per garantire qualità dei frutti, resistenza alle malattie e sostenibilità nel lungo periodo. La fertilità del suolo è la base della nutrizione. Un suolo fertile è quindi un sistema vivo, in cui i processi di mineralizzazione e umificazione mantengono nel tempo la disponibilità di nutrienti e la stabilità strutturale.

La sostanza organica rappresenta quindi il fulcro della fertilizzazione. Per questo motivo si raccomanda:
• l’apporto regolare di ammendanti organici;
• la gestione dei residui colturali;
• il mantenimento dell’inerbimento che aumenta la sostanza organica e protegge il suolo;
• il sovescio che migliora struttura, biodiversità e disponibilità di nutrienti;
• la gestione del sottofila che regola la competizione tra erba e piante.

La concimazione organica deve essere pianificata in funzione del ciclo del frutteto:
• in autunno: apporto principale di letame o compost;
• a fine inverno/inizio primavera: eventuali integrazioni leggere;
• durante l’anno: gestione del cotico erboso e sovesci.

Un frutteto gestito con concimazione organica presenta numerosi vantaggi: maggiore fertilità a lungo termine, miglior equilibrio vegeto-produttivo, incremento della biodiversità del suolo, riduzione dell’impatto ambientale. Inoltre, i frutti tendono ad avere caratteristiche qualitative migliori, in termini di sapore e conservabilità.


nutrizione suolo

La gestione della nutrizione

Dal punto di vista agronomico, Francesco spiega che «tutti gli appezzamenti sono irrigati con sistemi di irrigazione che attinge l’acqua da un bacino aziendale. Il terreno è lasciato inerbito, eseguiamo solo una lavorazione sulla fila. Il terreno è argilloso e poco drenante quindi mantenere la copertura è fondamentale per riuscire a entrare in campo per le operazioni colturali invernali. Per quanto riguarda la fertilizzazione, in biologico l’intervento più importante è quello al suolo. Gli apporti nutrizionali essenziali per lo sviluppo vegetativo e produttivo riusciamo a darli solo con la fertilizzazione del terreno attraverso concime solido pellettato. Altri prodotti nutrizionali da distribuire in fertirrigazione, prevalentemente biostimolanti, aiutano ma sono solo integrativi.

Per la concimazione del suolo utilizziamo il Fertildung Pro di Fomet a dosaggi medio alti. Questo ci permette di garantire adeguati apporti di azoto, fosforo e potassio, una buona sostanza organica e un’attività batterica adeguata. Lo posizioniamo in un unico intervento a fine estate-inizio autunno fornendo così alla pianta le risorse da immagazzinare durante lo stop invernale. Abbiamo notato una ripartenza vegetativa immediata e una maggiore capacità della pianta di sostenere elevate produzioni. Avere una pianta con risorse sufficienti è un aspetto fondamentale per chi coltiva in biologico perché tutti i concimi ammessi sono a lento rilascio e quindi non particolarmente adatti a interventi nutrizionali di emergenza».


Fertildung® PRO di Fomet

Il concime organico Fertildung® PRO di Fomet è composto da letami bovini e avicoli che contengono un’elevata quantità di sostanza organica, importante per la fertilità del suolo.
La miscela deriva dal processo unico di Fomet Afrodite® (Aerobic Fermentation and Revaluation of Organic matrix to Develop and Improve The Essence of soil). Questo processo garantisce l’ottenimento di una matrice letamica con una carica notevole (1x106 UFC/g) di batteri stimolatori della crescita delle piante (Bacillus subtilis, B. licheniformis, B. haynesii, B. glycinifermentans).
Il concime contiene inoltre farina di carne e farina d’ossa, che apportano azoto organico a cessione graduale e fosforo.
Su colture frutticole, agrumi e olivo è consigliata una dose di 0,5-4,0 kg/pianta per migliorare la struttura del terreno, rafforzando la carica microbica già presente.

Composizione
Azoto (N) totale 3%
Azoto (N) organico 3%
Anidride fosforica (P2O5) totale 3%
Ossido di potassio (K2O) totale 1,5%
Carbonio (C) organico di origine biologica 22%
Sostanza organica 40%
Rapporto C/N 9
Acidi umici + acidi fulvici 7%
Grado di umificazione (DH) 43%
Tasso di umificazione (HR) 30%
Umidità (H2O) 15%
pH 07-ago
Peso specifico 0,6-0,7 kg/dm³
Carica batterica totale 1x107 UFC/g


 

La produzione di qualità parte dal suolo - Ultima modifica: 2026-04-10T12:24:15+02:00 da Sara Vitali

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome