Frutti

Fragole tutto l’anno, anche in fase di coltivazione

La produzione mondiale è passata da 2,8 a 4 milioni di tonnellate in dieci anni. Si fa sempre più ricorso alla varietà e alla coltivazione in serra

Il settore dei piccoli frutti si è nettamente rinforzato in questi ultimi anni e la produzione di fragole è fortemente progredita grazie a destagionalizzazione e diversificazione. La produzione mondiale ha superato 4 milioni di tonnellate nel 2008 contro i “soli” 2,8 milioni del 1998 (fonte Fao, dati da mercato fresco e d'industria assieme). Questa progressione è innescata essenzialmente dallo sviluppo della produzione americana, specialmente degli Stati Uniti, primi produttori al mondo, ma è dovuta anche all'incremento della produzione mediterranea. Ciò che più colpisce è la sensibile espansione nei paesi del Nord Europa, mentre le aree di produzione tradizionali dell'Europa meridionale riescono, nel migliore dei casi, a conservare stabili le misure delle loro superfici dopo molti anni di ridimensionamento.

Export spagnolo al top
La Spagna si distingue per essere il primo paese d'Europa per esportazione di fragole (223.000 tonnellate nel 2009). Tuttavia, le due ultime raccolte si sono rivelate particolarmente difficili. Secondo quanto riferisce l'organizzazione Freshuelva, anche in questa stagione le superfici sono in calo nell'ordine del -2% rispetto al 2009, corrispondenti a 6.385 ettari coltivati in meno.
In Italia, dopo essere diminuite con regolarità all'inizio degli anni 2000, le superfici sembrano stabilizzarsi attorno ai 3.766 ettari (fonte Cso-2009), pur con una modesta delocalizzazione della produzione verso il Sud. La produzione avviene sempre più su colture al coperto (80% delle superfici).
La produzione francese, invece, non cessa di indebolirsi, seppure con una riduzione delle superfici leggermente meno rilevante negli ultimi tre anni (da -1% a -2% all'anno) ma registra in totale un calo del -15% tra il 2005 e il 2009 (2.950 ettari), nonostante la conversione sempre più frequente delle serre dalla produzione di pomodori a quella di fragole

L'apporto del Nord Africa
Lo sviluppo della produzione è più marcato soprattutto nei paesi del Nord Africa. La fragola costituisce qui, assieme all'uva, uno dei principali assi di sviluppo; specialmente in Egitto, dove ampie superfici sono attualmente coltivate nel sud della valle del Nilo nel quadro del programma d'irrigazione del lago Nasser. La finestra di esportazione in Europa è tuttavia ancora molto ridotta poiché numerosi importatori europei lavorano soprattutto in gennaio, allo scopo di assicurare un seguito tra la fine delle produzioni europee e l'inizio delle raccolte spagnole. Ciò nonostante, lo sviluppo dovrebbe proseguire sia grazie al miglioramento qualitativo della produzione in questi ultimi anni e alla sperimentazione di nuove varietà, sia grazie alle concessioni accordate nel quadro degli accordi bilaterali.
Gli operatori marocchini hanno anch'essi compiuto importanti sforzi in questi ultimi anni per mantenere le loro porzioni di mercato (2.000 ettari nel 2010). Molti di essi si sono infatti raggruppati in seno all'Associazione marocchina dei confezionatori esportatori di fragole (Amcef) del 2006. 

L'area emergente del Nord Europa
In questi ultimi anni, i passi avanti più notevoli sono stati compiuti dalle produzioni del Nord Europa. Le superfici sono state estese molto sensibilmente in Germania (8.400 ettari nel 1998) per stabilizzarsi ad oggi attorno ai 13.000 ettari (pari a una produzione di 152.000 tonnellate nel 2009. Nonostante tendessero a indebolirsi alla fine degli anni 90, le piantagioni di fragole hanno conosciuto un nuovo slancio nei Paesi Bassi e in Belgio (più di 40.000 tonnellate a testa) e dovrebbero ulteriormente crescere quest'anno.
Al contempo anche le superfici coltivate nel Regno Unito raggiungono oggi 4.500 ettari, per una produzione di 87.000 tonnellate. D'altra parte, il sensibile sviluppo del potenziale in questi ultimi anni ha generato importanti difficoltà di smaltimento in Nord Europa, specialmente in estate, spingendo alla ricerca di alternative in termini di calendario e di diversificazione delle varietà. Il calendario si è nettamente allungato con lo sviluppo delle produzioni sotto serra (da metà febbraio a dicembre). La gamma delle differenti tipologie si è a sua volta estesa. 

*Infofruit

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