Varietà autoctone di pero, promossa iniziativa di salvaguardia

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pera
Inserite nel Repertorio regionale per un possibile rilancio

Nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 (Misura 214 - Azione 7 “Agrobiodiversità: progetti comprensoriali integrati”) la Regione Emilia-Romagna ha promosso, tramite il Centro ricerche produzioni vegetali, un’iniziativa volta a salvaguardare il patrimonio di varietà autoctone a rischio di erosione genetica. A tal fine sono state caratterizzate numerose accessioni di antiche varietà da frutto conservate ex situ presso strutture accreditate, sia pubbliche che private. In queste collezioni, dislocate nelle varie province, è presente gran parte del vecchio germoplasma regionale reperito da alberi secolari sparsi sul territorio regionale o presso le aziende agricole che ancora mantengono qualche esemplare di antiche varietà. L’obiettivo è stato quello di censire questo rilevante patrimonio genetico verificando sinonimie e omonimie, individuando le varietà di accertata origine locale e di particolare interesse che possono essere poi proposte per l’inserimento nel Repertorio regionale, e per un possibile rilancio, proseguendo e integrando le attività iniziate con i Progetti comprensoriali provinciali.  È stato anche previsto il recupero di altre accessioni non ancora presenti nelle collezioni di cui si è ricevuta qualche segnalazione con elevato di rischio di estinzione. Vengono di seguito descritti alcuni genotipi di pero valutati durante il progetto e giudicati di particolare interesse.

Eugenia

Conservatore: Alessandro Bonantini, Savigno (BO).

E’ una pera conosciuta e coltivata da molto tempo, soprattutto nell’area tra Modena e Bologna.  Ma il nome ci suggerisce un passato molto più antico. La parola Eugenia deriva dal greco, εúуενής che significa di buona nascita, buona razza, razza eletta. Le “razze elette” erano, quelle che i monaci benedettini ritenevano importante moltiplicarle per innesto nel timore, che per seme non fossero riprodotte esattamente, “perché il beneficio ne venisse pieno e duraturo”. Il frutto della pera Eugenia ha caratteristiche pomologiche che ricordano molto la pera Spadona d’inverno o S. Germano. Gallesio ricorda che la Spadona d’inverno esisteva in Italia da tempi antichissimi, si ritrovava in tutti i giardini già spettanti ai Monaci, specialmente Benedettini, in piante vecchissime. Si trovava pure, in abbondanza, nelle valli più remote del nostro Appennino. In questi luoghi era riguardata come una pianta indigena e ovunque conosciuta con un nome locale.  Con il nome di Eugenia è stata descritta solo nel 1992 da Sansavini e Ravaglia. I frutti sono allungati, piriformi con caratteristica cavità calicina inclinata. La buccia è verde ricoperta in parte da rugginosità. La polpa è piuttosto soda quasi croccante, molto succosa, zuccherina, leggermente astringente, con aroma intenso, di ottimo sapore. Si conserva piuttosto a lungo fino a primavera inoltrata.

Farinaccio

Conservatore: Daniele Ghetti, S. Pietro in Laguna (Faenza).

Reperito in località Cortine nel Comune di Casola Val Senio, dove esiste ancora un esemplare più che centenario. È una pera estiva conosciuta in passato localmente, di forma sferoidale con forma e aroma che ricordano le Moscatelle, ma i frutti sono molto più grossi. La buccia ha sovracolore rosso sfumato su una parte della superficie del frutto. Il sapore della polpa è particolarmente buono e con profumo molto intenso se raccolta al momento giusto. La serbevolezza è limitata e la polpa tende pian pano a sfarinare, caratteristica da cui probabilmente prende il nome Queste tipologie di pere erano piuttosto diffuse nei secoli scroso e maturavano da luglio a settembre. Attualmente sono completamente sparite

Pero Ruggine (Ruznainta)

Conservatore: Fondazione Villa Ghigi, Bologna.

Il pero ruggine è una varietà antichissima probabilmente già nota a metà del nel 1500. L’unico esemplare individuato è un albero secolare di notevole mole la notevole diffusione che avevano queste pere nel passato. Appartiene probabilmente al gruppo delle Butirre grige d’autunno descritte da Galesio all’inizio del’800 e poi in seguito da Molon (1901) che sottolinea come fossero note per la bontà dei frutti. La pera Ruggine ha forma ovoidale di medie dimensione. La buccia è gialla-rossiccia a maturazione, quasi interamente ricoperta di ruggine. La polpa è buttirosa, leggermente granulosa, succosa, dolce con aroma di moscato, “di sapore piacevolissimo. Ammezzisce molto facilmente, ma ha raccolto molto scalare e può essere raccolta periodicamente nell’arco di alcuni mesi dall’inizio di ottobre fino ad inverno inoltrato.

Strozza

Conservatore: Marisa e Giovanna Sebastiani, S. Agata Feltria.

È ì una secolare varietà di pero estiva, molto diffusa in passato come attestano le numerose descrizioni storiche. Spesso però confusa con la pera Dama e Belladonna dalle quali si distingue per le caratteristiche pomologiche.  Il nome deriva dalle modalità con cui si sceglie il momento giusto per la raccolta. Il frutto deve essere maturo al punto da poterlo schiacciare facilmente tra i palmi delle mani, altrimenti si “strozza in gola”. È una pera di dimensioni medio piccole, piriforme con buccia giallo-gialla leggermente rugginosa. Polpa bianca succosa. Matura nel mese di luglio. L’albero oggetto delle osservazioni è di notevoli dimensioni piantato nel 1929 per festeggiare la nascita di Battista, padre degli attuali proprietari del terreno dove  è a dimora.

Garofana

 Conservatori: P. Fattori, Marisa e Giovanna Sebastiani, S. Agata Feltria..

Anche questa varietà è probabilmente molto antica. Raffigurata nei dipinti del Bimbi nel 1600. Il nome sembrerebbe derivare dal profumo di garofano selvatico, che nasce spontaneo nelle zone dove veniva coltivata e che usano ancora portare sul cappello, tipico di questa pera. Il frutto è di medie dimensioni, a forma turbinata, buccia verde, liscia, talvolta leggermente ricoperta di ruggine, con lenticelle piccole rugginose, peduncolo molto lungo. La polpa è buttirosa molto fine succosa, squisita con aroma e profumo intenso. Matura verso al fine di agosto, inzio settembre. Si conserva molto poco e dopo qualche mese ammezzisce.

 Gamogna

Conservatore: Domenico Ghetti, Ceparano - Faenza.

Antica varietà reperita nell’alto Appennino romagnolo. L’origine non è ancora certa. Probabilmente deriva dalla famiglia delle Buone Cristiane d’inverno coltivate in passato anche in quelle zone.

E’ una pera piuttosto grossa, supera spesso i 250 grammi, di forma turbinata. La buccia è ruvida spessa di colore giallo-verde, rugginosa. Matura molto tardivamente ma si conserva fino a primavera inoltrata. La polpa è bianca molto compatta, acidula. Tende a rimanere un po’ astringente, ma consumata al momento giusto il sapore è molto buona e l’aroma piuttosto intenso. Sembrerebbe particolarmente adatta alla conservazione in fruttaio dove si riduce l’astringenza e l’aroma è ancora più evidente

Ingurien

Conservatore: Itas Bocchialini

È una pera dell’area parmense già segnalata da Molon nel 1901. Si contraddistingue per il colore rosso della buccia che ricopre l’intera superficie del frutto, come la Pera Cocomerina dalla quale però si differenzia anche nel profilo molecolare. Se ne conoscono due tipi. Il primo è a maturazione estiva. Il secondo autunno-invernale. Il frutto è di medie o piccole dimensioni, piriforme con polpa deliquescente, zuccherina. La più tardiva ha ottime caratteristiche organolettiche.

 Limone

Conservatori:Vivai Scodogna. Pelegatti Cesare, Parma

È nota nel Parmense e nel Piacentino almeno da qualche secolo Il nome deriva dal colore della buccia giallo citrino. Le lenticelle sono rugginose e piuttosto evidenti. Il peduncolo è lungo e sottile. I frutti sono abbastanza grossi (140 g) turbinati talvolta piriformi con cavità calicina quasi piatta. La polpa è bianca molto succosa, croccante, dolce, con aroma molto fine. Il gusto perciò è particolarissimo è molto diverso dalle varietà attualmente in commercio che hanno tutte la polpa butirrosa. Si conserva a lungo fino a primavera inoltrata.

 Fiasca

Conservatore: Vivai Belfiore - Firenze

Conosciuta da tantissimo tempo nelle Provincie di Forlì e Cesena. Probabilmente derivata anch’essa dalle antiche popolazioni di Pere Spadone d’inverno. Il frutto è piriforme allungato con buccia verde in parte rugginosa. La polpa è soda, succosa, buona e aromatica. Si conserva a lungo.

 

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