Nuove tecniche di microirrigazione per i fruttiferi: efficienza della Uldi

microirrigazione
Nuove tecniche di subirrigazione a bassa portata per rendere più efficiente l’utilizzo dell’acqua e ridurre evaporazione, dilavamenti e sprechi. Un confronto fra l’ULDI e la tradizionale irrigazione “a goccia”.

Il cambiamento climatico in atto e la crescente probabilità di annate con prolungati periodi di siccità impongono di studiare tecnologie migliorative, capaci di incrementare ulteriormente l’efficienza d’uso dell’acqua anche nei sistemi microirrigui, in modo da evitare perdite non produttive dovute all’eccessiva localizzazione o a percolazioni profonde.
Tra quelle con le potenziali, maggiori possibilità di successo, in particolare per il settore delle colture arboree, c’è l’”Ultra Low Drip Irrigation” (Uldi), cioè l’irrigazione a goccia con bassissima portata, abbinata all’interramento delle ali gocciolanti, recentemente illustrata il 28 giugno scorso all’inaugurazione di “Acqua Campus”, il polo tecnologico sull’irrigazione del Canale Emiliano Romagnolo vicino a Bologna, che unisce all’area di ricerca sull’irrigazione l’area dimostrativa dove sono esposti tutti i sistemi irrigui di eccellenza.
L’Uldi è caratterizzata dall’uso di linee gocciolanti con erogatori a bassissima portata, disposti a passo ravvicinato (10-20 cm), in modo da ottenere una striscia bagnata continua, con una cessione d’acqua al suolo di portata inferiore alla velocità di infiltrazione dello stesso, restituendo in pratica l’acqua “simultaneamente” al consumo della pianta durante la prolungata irrigazione.
I vantaggi più evidenti sono un mantenimento costante della tensione dell’acqua nel terreno, una minore percolazione dell’acqua in profondità, con minor dilavamento di nutrienti, una minore compattazione della “cipolla” di terreno bagnata - con ottimale relazione acqua/aria -, nessun ruscellamento anche nei terreni baulati o declivi.

Leggi l’articolo completo su Frutticoltura n. 9/2016 L’Edicola di Frutticoltura

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