Un network europeo per la ricerca: attività del programma Cost 2012-16

cilegii
Sempre più la ricerca scientifica ha bisogno di reti di scambio internazionale e di confronto multidisciplinare. I programmi COST vanno in questa direzione. La sintesi delle attività dell’ultimo quadriennio.

Il programma europeo COST rappresenta uno strumento di supporto finanziario volto a favorire l’aggregazione, l’integrazione e a coniugare lo sforzo comune dei Paesi europei (ma non solo) per lo sviluppo di iniziative e progetti all’interno di una vasta serie di discipline, dalla scienza, alla tecnologia, fino alle arti umanistiche. Il programma, basato su accordi quadro intergovernamentali tra i Paesi dell’Unione, prevede l’istituzione di reti di collegamento per condividere o implementare i risultati di progetti (già) finanzianti a livello nazionale, con l’obiettivo di fungere da “trait d’union” tra scienza, politica e società (NdR).
In ambito agricolo, a partire dall’aprile del 2012 è stata creata la rete COST (FA1104) denominata “Produzione sostenibile di ciliegie di alta qualità per il mercato europeo” con l’obiettivo di creare un network tra ricercatori e gli altri professionisti (“stakeholder”) del settore interessati alla filiera delle ciliegie, dolci ed acide.
Sebbene l’Europa sia il principale produttore di ciliegie, è ancora assente un coordinamento delle attività di ricerca a livello globale. Le ciliegie sono altamente apprezzate per il loro sapore e le caratteristiche nutrizionali; d’altra parte, rappresentano un’ottima fonte di reddito per molti produttori in vaste aree dell’Unione. La rete interessa i diversi aspetti legati alla coltivazione del ciliegio, dalla produzione alla commercializzazione fino al consumo. È quindi un approccio multidisciplinare e coinvolge ricercatori impegnati nelle attività di miglioramento genetico, genomica, tecnica colturale, fisiologia, fitopatologia, entomologia, microbiologia, post-raccolta, nonché aspetti socio-economici. Una speciale attenzione è rivolta alla promozione delle tecniche eco-sostenibili, agli adattamenti alle mutazioni climatiche e allo sviluppo di frutti di elevata qualità nutraceutica.
L’obiettivo della rete COST è lo scambio di esperienze e di dati tra ricercatori, l’adozione di protocolli sperimentali comuni, l’implementazione di modelli epidemiologici e fenologici previsionali, nonché la definizione di strategie di selezione assistita mediante marcatori molecolari e test di valutazione delle varietà in diversi areali. I benefici ricadono sui breeder, sui produttori, ma anche sui consumatori, attraverso la promozione di ciliegie di qualità superiore.
Il programma COST è suddiviso in 4 gruppi di lavoro (WP):
1) WP1: germoplasma, miglioramento genetico e genomica. Include le attività legate al miglioramento genetico classico e/o assistito con marcatori molecolari, genomica e valutazione delle selezioni.
2) WP2: produzione, organizzata in 2 sottogruppi: 1) agronomia e fisiologia e 2) post-raccolta.
3) WP3: protezione delle piante, con enfasi agli aspetti di fitopatologia e entomologia.
4) WP4: aspetti socio-economici e divulgazione.
Il programma COST sul ciliegio riunisce oltre 300 membri appartenenti a 44 Paesi, principalmente europei, e offre supporto finanziario per 3 tipi di attività: meeting, corsi di formazione e missioni scientifiche di breve periodo. Finora il programma sul ciliegio ha organizzato 22 meeting, 5 corsi di formazione e 30 missioni scientifiche, coinvolgendo 18 Paesi, dall’Italia alla Norvegia, dalla Spagna alla Grecia, fino alla Bulgaria e Cipro.
Gruppo di lavoro 1
All’interno del WP1, l’Italia con la città di Trento ha ospitato l’incontro “L’approccio genetico per il miglioramento varietale del ciliegio” svoltosi nell’ambito del 6th Rosaceae Genome Conference (vedere in questo fascicolo la nota a nome Pallotti et al.). A Budapest (H), invece, si è discusso circa l’impiego dei marcatori molecolari per la caratterizzazione del germoplasma europeo. Il miglioramento genetico del ciliegio acido è stato invece trattato negli incontri di Novi Sad (SRB) e Dresda (D), in virtù del crescente interesse verso nuove varietà di questa specie (in particolare nei Paesi del Centro ed Est Europa) da destinarsi soprattutto alla trasformazione, ma non solo. Studi recenti hanno confermato gli effetti benefici sulla salute indotti dall’elevata concentrazione di antiossidanti rinvenuti nelle ciliegie acide. Negli incontri di Firenze e Skierniewice (PL) sono stati discussi aspetti relativi alla conservazione del germoplasma ex situ (strategia di conservazione delle specie a rischio in appositi compi-collezioni artificiali per poi reintrodurre nel loro habitat in un secondo tempo NdR) o mediante crioconservazione.
Gruppo di lavoro 2
Relativamente al WP2, sono stati realizzati 3 incontri. A Cipro, nell’ambito dell’International Conference Post-Harvest Unlimited, è stata dedicata un’intera sessione alla fisiologia e alle tecnologie post-raccolta del ciliegio. Il secondo evento è stato organizzato a Ullensvang (N) nel quale si è affrontata la messa a punto di modelli fenologici. Tra gli aspetti emersi, la necessità di standardizzare le osservazioni nei diversi Paesi europei riferite alle medesime fasi fenologiche. L’ultimo evento è stato realizzato a Trebinje (BiH), su portinnesti e sistemi di allevamento. Tra le conclusioni è emerso che i portinnesti più diffusi per il ciliegio appartengono alla serie Gisela (in particolare Gisela 5), sebbene in molte regioni il Mahaleb mantenga ancora la leadership (Fig. 1).
Sempre all’interno del WP2 sono stati organizzati 3 corsi di formazione: i primi due a Evora (PT) e Lemesos (CY) sulla valutazione sensoriale delle ciliegie e sugli indicatori qualitativi, fisico-chimici e fitochimici delle ciliegie, rispettivamente. L’ultimo a Nimes (F), su portinnesti e sistemi di allevamento (Fig. 3)
Gruppo di lavoro 3
Il WP3 ha organizzato 6 meeting e 2 corsi di formazione. Tre incontri, organizzati a Zurigo (CH), Varsavia (PL) e Ihringen (D), si sono focalizzati sul moscerino della frutta Drosophila suzukii, interessando aspetti legati a monitoraggio, modelli previsionali, strategie di difesa integrate, ecc. Il corso svoltosi a Volos (GR) è stato mirato alla gestione spazio-temporale delle avversità del ciliegio. Sono stati affrontati aspetti teorici e pratici legati alla difesa del ciliegio sia su macroaree, sia sito-specifiche.
A Olomouc (CZ) si è discusso di virus, con enfasi sull’identificazione univoca dei virus e virus-simili del ciliegio, in particolare sull’identificazione molecolare mediante sequenziamento genico. Alle avversità di origine batterica è stato dedicato un convegno ed un corso di formazione: il primo si è svolto a Izmir (TR), nell’ambito del 2nd International Workshop on Bacterial Diseases of Stone Fruits and Nuts, mentre il corso si è svolto a Zurigo (CH), il cui principale tema è stato la diagnostica delle malattie batteriche tramite approccio molecolare.
Infine, un incontro multidisciplinare è stato tenuto a Plovdiv (BG), affrontando il tema della messa a punto di protocolli per la tolleranza a malattie ed avversità, nonché ad altri aspetti agronomici. L’idea è stata quella di riunire genetisti, agronomi e fitopatologi per delineare collegialmente le esigenze in termini di progressi metodologici per la caratterizzazione della suscettibilità/tolleranza di varietà di ciliegio e ibridi a diverse malattie batteriche e fungine, così come a stress abiotici quali lo spacco (“cracking”).
Conclusioni
Sebbene sia risultato arduo mobilitare esperti del settore economico specializzati nella coltivazione del ciliegio (WP4), un primo incontro sul tema sarà presto tenuto a Zagabria (HR).
Normalmente, dagli incontri COST non vengono pubblicati Atti, ma di ciascuno è possibile richiedere al Convener il materiale illustrativo disponibile in rete. I Lettori possono, in alternativa, consultare l’autore e/o coordinatore del programma COST. Per il programma COST FA1104 ulteriori informazioni possono essere richieste a José Quero-Garcia (jqueroga@bordeaux.inra.fr). ■

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