Le quantità di elementi minerali consumate annualmente da alcune specie da frutto

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ciliege Royal Lafayette
I risultati di alcune indagini offrono, su basi sperimentali, indicazioni sugli elementi minerali utilizzati nel ciclo vegeto-produttivo di actinidia, ciliegio, melo e nocciolo. Valori adottabili ai fini della fertilizzazione con un approccio basato essenzialmente sul concetto restitutivo dei vari elementi.

La metodologia impiegata per determinare le quantità di elementi minerali che la pianta consuma per produrre una certa quantità di frutti è la stessa per le differenti specie frutticole. In generale, si tratta di misurare la massa secca dei vari organi della pianta o di loro porzioni per poi, attraverso determinazioni analitiche, misurare la concentrazione di macro e microelementi. Semplici calcoli permetteranno poi di risalire alla quantità di elementi consumata e di riferirla all’ettaro oppure alla tonnellata di frutti prodotti.

Le indagini sulla quantità di elementi minerali in gioco e che la pianta estrae annualmente dal suolo, tengono conto delle seguenti quote:

  1. quota fissata nelle strutture permanenti della pianta (fusto, branche principali, brachette, tralci permanenti e radici). Tale quota, ovviamente, andrà ripartita tra gli anni di vita del frutteto, anche se questa è una semplificazione, dal momento che è logico ritenere che la pianta accumuli nelle proprie strutture permanenti quantità diverse di sostanza secca per ognuno degli anni del suo ciclo. È la quota che comporta il maggior impegno (anche economico) poiché prevede l’utilizzo di un metodo distruttivo;
  2. quota riciclata ossia quella che cade sul terreno e vi rimane in attesa di venir mineralizzata. Si tratta dei frutticini del diradamento, del materiale di risulta della potatura verde, delle eventuali spollonature e delle foglie alla caduta autunnale;
  3. quota asportata fisicamente dal frutteto: è quella più facilmente determinabile essendo costituita dalla produzione di frutti e dal legno di potatura e del risultato della spollonatura manuale autunnale o invernale abitualmente ammassati in testata ai filari e bruciati.

I dati riportati in questa nota sono riferiti a 4 specie tra le più diffuse nel Nord Italia e riguardano per l’actinidia le quote fissata, riciclata ed asportata; per il ciliegio e per il nocciolo le quote riciclata e quella asportata; infine, per il melo, la sola quota asportata.

 

Leggi l’articolo completo su Frutticoltura n. 7-8/2016 L’Edicola di Frutticoltura

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