Unaprol difende l’olio extra-vergine, un prodotto identitario dell’Italia

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olivo pianta
L’olio extra-vergine di oliva è un’opera d’arte chiamata biodiversità, il cui cuore batte in Italia. È un patrimonio di ineguagliabile ricchezza qualitativa, di cultivar uniche ed irripetibili che costituiscono una delle banche più ricche della genetica olivicola mondiale. Se non ci fosse stata la biodiversità italiana, il mondo non avrebbe potuto apprezzare i pregi di questo nobile prodotto e tutto sarebbe stato più povero di qualità, di sapore e di arte.

L’Italia è, nel convincimento collettivo, il Paese nel quale il bello ed il buono trovano un naturale equilibrio con l’eccellenza. È, per l’olivicoltura di qualità tracciata, il baricentro mondiale ed il punto di riferimento di una competizione virtuosa.
Dietro questo primato del Belpaese c’è una storia millenaria, costruita intorno al prodotto di qualità che ha consentito ad imprenditori virtuosi di generare la catena del valore dell’olio extra-vergine di qualità, creando occupazione e ricchezza attraverso decine di migliaia di aziende olivicole. In un mercato senza confini dove è sempre più facile essere vittime di raggiri a causa di messaggi fuorvianti e privi di tracciabilità, Unaprol ha fatto della tracciabilità certificata un punto di forza del proprio progetto di identità nazionale che ha migliorato l’offerta di qualità europea nel mondo.
Ma non solo. Dal sostegno al reddito delle imprese, alla difesa del valore idrogeologico dell’olivicoltura, alla sua potenzialità turistico-ambientale legata al turismo oleo-gastronomico dei territori e al sostegno dei livelli occupazionali in zone notoriamente disagiate, sono tutti tasselli di un mosaico che concorrono a formare un’opportunità per il sistema di imprese olivicole di qualità e che consente loro di riaccendere l’economia dei territori.
C’è però un aspetto del nostro olio extra-vergine di oliva che va continuamente monitorato. Riguarda la sua percezione nei confronti del consumatore mondiale. Come Unaprol ci siamo impegnati, durante Expo 2015, a studiare questo fenomeno ed abbiamo scoperto comportamenti molto interessanti che di seguito si riassumono. Abbiamo, per esempio, scoperto che nel mondo il 99% dei consumatori considera il fenomeno dell’”italian sounding” una frode. Il 79% dei consumatori europei, il 68% di quelli asiatici e l’84% di quelli americani ha dichiarato di non essere propensi all’acquisto di olio italiano se dovessero scoprire di essere stati presi in giro. Il dato è stato diramato da “Extract”, l’osservatorio costituito da Unaprol (Consorzio olivicolo italiano) ed Istituto Ixè per l’olio extra-vergine di oliva di qualità, durante la presentazione del primo rapporto sulla percezione tra olio extra-vergine di oliva italiano e consumatore mondiale realizzato appunto durante l’Expo 2015.

 

Leggi l’articolo completo su Frutticoltura n. 10/2016 L’Edicola di Frutticoltura

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