Rivitalizzato il Gruppo di Lavoro sull’actinidia

actinidia
Attività scientifiche e rapporto col mondo produttivo

In ambito ortofrutticolo l’actinidia rappresenta un comparto con un notevole potenziale di sviluppo se consideriamo il crescente apprezzamento dei consumatori ed il fatto che l’actinidia rappresenta appena lo 0,3% circa della produzione di frutta fresca su scala globale. Il trend positivo delle superfici destinate ad actinidia e delle produzioni su scala mondiale supporta l’idea che l’actinidia suscita un notevole e continuo interesse commerciale. La vocazionalità dell’Italia verso la coltivazione dell’actinidia è ampiamente dimostrata dalla sua collocazione fra i principali produttori mondiali. Tale condizione, unitamente alla buona remunerabilità dimostrata in questi ultimi anni, costituisce una base di ulteriore sviluppo e potenziamento del comparto a livello nazionale.
In questo contesto, il grado di penetrazione e successo di mercato dipenderà in modo crescente dal livello qualitativo delle produzioni. Oggi l’actinidia comprende una serie di specie che si differenziano, fra l’altro, per colore della polpa e dimensioni dei frutti; risultano di interesse anche le varietà a polpa rossa e quelle della specie A. arguta. Molto sentita è la necessità di differenziare il calendario di maturazione. Per questi obiettivi l’ampio germoplasma della specie offre un grande potenziale per la comunità scientifica.
Il miglioramento della tecnica colturale in un’ottica di sostenibilità e incremento della qualità del prodotto può contribuire all’innalzamento degli standard produttivi. Si ritiene necessario reindirizzare la tecnica colturale verso questi nuovi obiettivi attraverso un maggior scambio informativo fra agricoltori-tecnici e ricercatori.
La disponibilità ed il consumo di actinidia coprono l’intero anno solare grazie alle produzioni localizzate in entrambi gli emisferi. Questo richiede lunghi periodi di conservazione dei frutti (fino a circa 6 mesi) e quindi standard elevati di conservabilità; tecnici e studiosi possono interagire anche su questo segmento della filiera assicurando un sostegno.
La comunità tecnico-scientifica della SOI, in accordo con la propria mission, ritiene di dover sostenere il settore dell’actinidia promuovendo l’interazione fra il mondo della ricerca, gli imprenditori e i professionisti del settore, contribuendo al consolidamento e allo sviluppo della filiera. Da qui nasce l’idea di riprendere e rivitalizzare lo storico Gruppo di Lavoro sull’actinidia che, negli ’80 e successivi, in Italia aveva partecipato ai maggiori progetti di ricerca di settore e curato tutte le maggiori manifestazioni scientifiche, rapportandosi efficacemente anche con l’ISHS.
Obiettivi del GdL
Individuare, analizzare e proporre l’innovazione della filiera dell’actinidia a partire da aspetti varietali, di tecnica colturale, conservazione e commercializzazione. Fra gli obiettivi quello di migliorare la circolazione delle idee e dell’innovazione anche per l’incremento della redditività del comparto.
L’interazione e il dialogo fra i vari attori della SOI (ricercatori, tecnici, consulenti, associazioni di produttori ed agricoltori) sarà lo strumento di base con cui avviare azioni a vari livelli locali, regionali e nazionali. A tal fine, il GRAC si impegna a sollecitare e promuovere attività informative e formative con un aggiornamento continuo e per quanto possibile capillare. Coordinatore del gruppo è il prof. Cristos Xiloyannis dell’Università della Basilicata.
Primo tangibile risultato del Gruppo di Lavoro è stata l’organizzazione del convegno “Actinidia: opportunità per il Sud Italia” che si è tenuto all’inizio di febbraio 2018 a Policoro (Mt) e i cui atti saranno disponibili nell’area riservata ai Soci del sito web della SOI.

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