In ripresa la coltivazione del kaki in regione

kaki
La coltivazione del kaki in Campania si pratica soprattutto nelle province di Napoli e Caserta
Aumenta l’offerta di Kaki Tipo, ma cresce anche il Rojo Brillante

“Negli ultimi tempi si sta registrando una ripresa della domanda di frutti di Kaki Tipo, mentre i consumi di Rojo Brillante sembrano aver raggiunto la saturazione dopo l’enorme espansione del prodotto spagnolo”; è quanto ci riferisce Domenica Divano, titolare dell’omonima azienda di Sessa Aurunca (Ce) che commercializza tra i 30 e i 35 mila quintali di kaki ogni anno, in parte ottenuti su terreni di proprietà e in parte su terreni condotti in affitto.
“La nostra azienda”, continua Divano, “ha diversificato la produzione anche verso la varietà di origine spagnola Rojo Brillante; attualmente abbiamo circa 16 ettari, dei 36 complessivi, investiti con questa cultivar. Tuttavia, la Gdo richiede ancora frutti della tipologia Kaki Tipo ammezzito e di altre varietà locali, mentre è in aumento la domanda dei frutti della varietà spagnola solo se prodotti in Italia, preferiti quindi al prodotto di importazione”.
Le produzioni italiane di kaki soddisfano pienamente la domanda e il mercato sembra aver raggiunto un punto di equilibrio, anche se i frutticoltori campani spesso tentano di avventurarsi solitariamente e con scarso successo anche nella fase di lavorazione del prodotto. “Il kaki è una specie abbastanza rustica, che non presenta particolari difficoltà nel periodo produttivo”, spiega Divano, “mentre la fase post–raccolta è più complessa. I frutti, infatti, vanno opportunamente gestiti per l’asportazione della naturale astringenza prima di essere immessi in commercio e ciò richiede particolari strutture e una certa esperienza”.
Dal punto di vista varietale non sono da segnalare, in Campania, ulteriori novità in campo. “Nel corso del 2017”, ci riferisce Angelina Nunziata dell’Unità di ricerca in frutticoltura del Crea di Caserta, “sono state registrate presso lo stesso database e sono ora in fase di riconoscimento alcune nuove richieste di “plant breeders right” per le nuove cultivar Wonmi e Jowan, costituite da Kyeong-Bok, altri per conto della Rural Development Administration (Corea del Sud) e per la cultivar Ribera Gold costituita da Mercedes Solar Armengol per conto del Genesis Innovation Group di Valencia (Spagna). Tutte le richieste sono state fatte in territorio spagnolo ed estese al territorio europeo”. Si tratta di cultivar rispetto alle quali circolano poche informazioni e non è detto che saranno diffuse anche in Campania. Andrebbe verificata la loro capacità di adattarsi al pedoclima regionale e alle esigenze dei settori di commercializzazione attivi ed attivabili in loco.
Per quanto riguarda la concorrenza, è difficile competere con i colossi spagnoli che sono organizzati, nella regione di Valencia, intorno al marchio Persimmon® e alla Dop “Kaki Ribera del Xuquer”. “Il marchio, che già domina il mercato tedesco da diversi anni, ha abbondantemente conquistato la grande distribuzione anche in Campania. Il fatto che nella stessa regione valenciana operi Genesis Innovation la dice lunga riguardo alla completezza e compattezza della filiera locale spagnola”.
Va sottolineato che la Campania, pur realizzando produzioni di eccellente qualità, rappresenta in Italia un caso a sè stante poiché manca lo spirito di aggregazione, presente in altre realtà dove si produce kaki, come l’Emilia-Romagna. “I produttori di kaki romagnoli” sottolinea Divano, “non possono essere considerati nostri concorrenti quanto piuttosto dei partner. Devo rilevare che spesso trovo maggior collaborazione in quella zona di quanto non ne trovi in Campania”.

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