Ortofrutta biologica, il punto alle Giornate Tecniche di Catania

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    Salute di apertura alle recenti GR Soi a Catania
    Ricerca, divulgazione, produzione nell'ortofruttaOrtofrutta biologica, il punto alle Giornate Tecniche di Catania

    Il 30 e 31 marzo scorsi si sono svolte a Catania, presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, le Giornate Tecniche della SOI; tema l’orto-frutticoltura biologica. Le due giornate di studio, organizzate dall’Università di Catania e dal Crea-Acm di Acireale (Ct), hanno previsto nel primo giorno una sessione mattutina di relazioni a invito e una tavola rotonda pomeridiana e, nel secondo, alcune visite tecniche.
    Francesco Giuffrida, “convener” del convegno insieme a Giancarlo Roccuzzo, hanno aperto le giornate tecniche introducendo il tema dell’agricoltura biologica, con particolare riferimento all’orto-frutticoltura. Insieme a loro, Massimo Tagliavini, Presidente generale della SOI, ha sottolineato la rilevanza del comparto del biologico, così come testimoniato dall’incremento registrato negli ultimi anni in termini di superfici investite e di consumi, rimarcando anche l’importanza che i tecnici avranno per il consolidamento e lo sviluppo del settore.
    La parte convegnistica è stata caratterizzata da diverse relazioni; Paola Migliorini, docente dell’Università di Scienze gastronomiche, ha relazionato su “Agro-ecologia e agricoltura biologica” evidenziando alcune criticità (es. incremento degli input in termini di nutrienti e agro-farmaci e riduzione dell’agro-biodiversità) a cui l’agricoltura è andata incontro per soddisfare la sempre maggiore richiesta di cibo da parte della popolazione mondiale. Il dibattito sul futuro sviluppo dei sistemi di produzione per rispondere alle sfide globali dell’approvvigionamento alimentare, della conservazione delle risorse naturali e della mitigazione dell’impatto del cambiamento climatico, è oggi particolarmente vivo e individua nell’estensione dei concetti di ecologia ai sistemi alimentari e all’agricoltura biologica le opzioni più promettenti. Paola Migliorini ha riportato il recente indirizzo della FAO volto a ridurre gli apporti di concimi e pesticidi e i consumi idrici in agricoltura e, più in generale, a praticare un’attività agricola che, pur salvaguardando le rese, dovrebbe essere bio-diversa, inclusiva e socialmente equa, nonché a forte connotazione agro-ecologica. In tale contesto si inquadra la “mission” dell’Ifoam (International Federation of Organic Agriculture Movements), che prevede l’applicazione sistematica dei principi sopra richiamati.
    Di seguito, Stefano Canali, ricercatore del Crea-Centro di ricerca agricoltura e ambiente di Roma, ha sottolineato il processo di riduzione dell’agro-biodiversità e di semplificazione colturale in atto, auspicando nel prossimo futuro un approccio agronomico in grado di migliorare la resilienza delle colture, anche in funzione dei cambiamenti climatici. Particolare attenzione è stata posta all’esigenza di diversificazione sia in termini agronomici, sia considerando l’intero sistema agro-alimentare. In questo contesto ha rimarcato il ruolo che può essere svolto dalle colture di servizio agro-ecologico, quali le “cover crop”. Infine, ha mostrato un’ampia casistica di esperienze nel settore dell’orticoltura biologica di pieno campo e di innovazioni tecniche, sottolineando l’importanza della graduale introduzione dell’approccio multidisciplinare e multiattoriale.
    Gaetano Siscaro (Università di Catania) ha poi relazionato sulle innovazioni nelle strategie di difesa fito-sanitaria in orto-frutticoltura biologica, soffermandosi sulle diverse tecniche di bio-controllo a servizio della difesa in agricoltura biologica e sull’importanza dell’incremento della biodiversità entomologica e vegetale in funzione del “pest-management”. Sono inoltre stati descritti alcuni dei vantaggi (miglior rapporto benefici/costi, minore rischio di resistenza e minori effetti collaterali dannosi) raggiungibili in fase di sviluppo e applicazione dal controllo biologico rispetto a quello chimico. Anche per il controllo degli insetti dannosi è stata confermata l’importanza delle infrastrutture di servizio ecologico, come le siepi a fioritura scalare utili per il ricovero dell’entomofauna e per l’equilibrio del sistema.
    Gli aspetti della difesa dalle malattie crittogamiche e batteriche sono stati esposti da Dalia Aiello (Università di Catania), che ha ribadito l’importanza di un approccio integrato mediante mezzi agronomici, fisici e, in ultimo, chimici. L’integrazione auspicata è stata riferita a casi studio sui suoli repressivi, sulla bio-fumigazione e sull’utilizzo di microrganismi utili. La relatrice ha infine indicato l’importanza della ricerca per implementare la rosa dei principi attivi ammessi in agricoltura biologica, purché non residuali e a basso impatto ambientale.
    Infine, Francesco Solfanelli (Università Politecnica delle Marche) ha presentato una relazione sul consumo di ortofrutta biologica in Italia, puntando su canali d’acquisto e profilo del consumatore; un ampio set di dati hanno dimostrato l’incremento della SAU in biologico (che nel 2015 ha raggiunto il 12% del totale nazionale) e la diversa ripartizione nei contesti regionali, ma anche l’andamento delle principali colture, nonché della destinazione dei prodotti nei differenti mercati, evidenziando il “trend” crescente dei prodotti di IV gamma (+40%), particolarmente graditi dai consumatori di prodotti biologici.
    Le Giornate Tecniche della SOI sono state anche l’occasione per organizzare una tavola rotonda e visite tecniche nel cui ambito sono emersi numerosi spunti di interesse per cercare di superare le principali criticità dell’agricoltura biologica. In particolare, appare evidente come la ricerca sia indirizzata verso la messa a punto di modelli più evoluti di agricoltura che passano dal concetto di sostituzione degli input ad un approccio agro-ecologico dei sistemi agro-alimentari, basati su diversificazione colturale e varietale, utilizzo di colture di servizio, riduzione di apporti extra-aziendali. Per contro, il mondo produttivo, sulla spinta delle opportunità di mercato rappresentate dal “bio”, privilegia fra le opportunità messe a disposizione quelle maggiormente sostenibili dal punto di vista economico, evidenziando ancora alcune difficoltà tecniche nella sostituzione degli input, soprattutto nei sistemi colturali intesivi. Evidenziata l’importanza dell’assistenza tecnica, auspicando tuttavia, un approccio tecnicamente più avanzato e che possa essere alleviato dai numerosi vincoli burocratici.

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