MERCATO

Bio-kiwi, voglia di crescere

Indagine e progetto educativo di Apofruit. Il canale preferito di acquisto è la gdo

Il 43% dei bambini non consuma la quantità di frutta quotidiana raccomandata dall’Oms e solo il 21% degli intervistati consuma la frutta come merenda. Il 45% dei bambini non mangia mai il kiwi, in parte per il gusto non gradito, in parte perché il frutto non viene offerto a casa e in parte per la difficoltà di consumo (pelatura).

Sono alcuni dei risultati dell’indagine condotta da Apofruit Italia nell’ambito del progetto educativo destinato ad aumentare i consumi di kiwi biologico in Lazio e a livello nazionale nonché ad aumentare la conoscenza del consumatore sul kiwi biologico del Lazio (metodo di coltivazione e caratteristiche qualitative). Progetto che si concluderà a giugno 2013 ed è stato avviato da Apofruit Italia nel 2011 grazie ai finanziamenti del Psr Lazio 2007-2013.

All’interno del progetto Apofruit ha realizzato delle indagini ad hoc sul vissuto e sul posizionamento del kiwi bio del Lazio, intervistando consumatori e gdo.

In particolare, dalle mille interviste consumer realizzate ogni anno con metodo Cawi (Computer assisted web interview), è emerso che ben l’89% dei consumatori dichiara di acquistare prodotti biologici e la penetrazione dell’ortofrutta bio risulta ancora più alta, tanto che solo il 4% del campione dichiara di non acquistarne mai. Il 48% degli intervistati è forte acquirente (acquisto ortofrutta bio una o più volte a settimana). Il luogo d’acquisto più frequentato per l’approvvigionamento di ortofrutta bio è il supermercato (61%), seguito da iper (35%) e negozi specializzati (27%).

Il 96% degli intervistati dichiara di consumare kiwi e il 63% è addirittura heavy consumers. Il periodo di massimo consumo è l’inverno (73%), ovvero quando è disponibile il prodotto nazionale, anche se ormai il consumo appare destagionalizzato.

Solo il 38,5% degli intervistati dichiara di conoscere le zone di produzione vocate per il kiwi, ma in realtà molti di questi citano poi zone in cui non si produce tale frutto.

Sul fronte consumer emerge l’importanza di comunicare gli elementi di valorizzazione del kiwi (zona di produzione vocata e metodo di produzione biologica) per compiere un percorso di educazione alle scelte d’acquisto consapevoli.

Per quanto riguarda il trade, tutte le 15 insegne intervistate hanno registrato un trend positivo per l’ortofrutta bio e stimano che tale evoluzione si mantenga o addirittura si rafforzi anche nel prossimo triennio (oggi l’incidenza media dei volumi di ortofrutta bio sul totale è dell’ordine del 2%).

La percentuale di kiwi bio sui volumi trattati di ortofrutta bio, in media 6,3%, lascia intuire ulteriori possibilità di crescita (l’incidenza del kiwi bio sui volumi ortofrutta bio sia molto più alta rispetto al prodotto convenzionale (3,6%). 

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