Clementine: da specie leader a problema del settore agrumicolo

clementine
Cresce la concorrenza di altri Paesi produttori

Se fino a qualche anno fa qualche operatore avesse paventato una crisi per il clementine sarebbe stato commentato criticamente. Il clementine, specie la cui origine è spesso dibattuta, mette insieme le caratteristiche degli agrumi “easy peeler” con la dimensione medio-piccola del frutto e, soprattutto, l’apirenia, aspetti che hanno consentito a questa specie di assumere un ruolo di leader sui mercati agrumicoli. Nel corso degli anni, proprio per venire incontro alle esigenze del mercato, si è cercato di ampliare il calendario di produzione tanto nella fase precoce, quanto in quella tardiva. Questo, comunque, non ha portato sempre vantaggi, anzi, negli ultimi anni la produzione si scontra con quelle che provengono da altri emisferi rendendo il mercato molto concorrenziale. Inoltre, bisogna aggiungere come i cambiamenti climatici, che si traducono in autunni abbastanza miti, con condizioni ambientali che non inducono al consumo di agrumi fa sì che le richieste in questa fase siano ridotte e si concentrino nel periodo che va da metà ottobre in poi.
La produzione agrumicola del 2018 presenta problemi sia in termini quantitativi, sia sul fronte qualitativo, mediamente assai scadente. Tale stato è riconducibile alle problematiche climatiche invernali con le gelate di febbraio che hanno particolarmente penalizzato la produzione degli agrumi. Nei campi di clementine in cui si sono verificati danni la produzione in termini quantitativi non è stata fortemente condizionata, però qualitativamente oggi vi è un problema di pezzatura piccola ed eterogenea.
Il comportamento delle nuove varietà introdotte negli ultimi anni per ampliare il calendario produttivo non sempre è stato in linea con le aspettative. Il Clemenrubi o Pri23, introdotto in Italia da oltre 10 anni, ha manifestato interessanti performance produttive solo nei primi anni di vita, con frutti molto precoci e raccolta a partire dalla I decade di ottobre. La presenza di gemme multiple nelle combinazioni di innesto con Citrange limita fortemente lo sviluppo della pianta anche se induce nei primi anni una maggiore produzione, con una debilitazione che può portare al disseccamento nel giro di pochi anni. Questo fenomeno interessa in maniera più o meno rilevante tutte le nuove varietà di clementine precoci selezionate in Spagna a fine anni ‘90 e i problemi sulla sopravvivenza delle piante ne determinano una durata molto limitata. Fra queste si ricordano:
Prenules, rinvenuta a Valencia (Spagna) nel 1996, che si raccoglie in Spagna a partire da metà settembre; i frutti sono di colore arancio intenso, con buccia di medio spessore facile da sbucciare;
Basol, rinvenuta nel 1999 a Castellon (Spagna), con frutti di colore arancio intenso; anche questa varietà presenta gemme multiple;
Cultifort, rinvenuta nel 1997 ad Alicante (Spagna), con pianta di buon vigore e portamento aperto, foglie di piccole dimensioni, coriacee e di colore verde scuro. Il frutto è simile per pezzatura ad Oronules, di colore arancio intenso, si sbuccia con facilità; polpa apirena con un buon contenuto in succo; può impollinare ed impollinarsi con varietà compatibili. Per migliorare la pezzatura si deve intervenire con fitoregolatori, con riflessi negativi sulla succosità dei frutti. Si raccoglie a fine settembre in Spagna; presenta sensibilità alla mosca della frutta;
Orogros o Pri 26, originatosi da una mutazione spontanea di Oronules rinvenuta nel 1996 a Valencia (Spagna); è simile al precedente per caratteri della pianta e del frutto.
Di comportamento produttivo non sempre costante è il Clementine Caffin, che presenta frutto con buccia leggermente rugosa, di colore arancio intenso, sapore interessante per il periodo, di discreto peso medio; la produttività è media, migliora su portinnesti come Poncirus trifoliata, Citrus macrophylla e Citrange troyer. Una varietà introdotta nella fase precocissima è Clementine Loretina, che non si è affermata per la media qualità dei frutti; mentre il Clementine Spinoso, nonostante sia stato selezionato nei nostri ambienti, ha presentato media produttività e mediocre sapore dei frutti, anche se di pezzatura interessante. Da verificare il comportamento di una varietà italiana denominata Spinoso 2 migliorativa della capostipite C. Spinoso, che deve essere valutata compiutamente in pieno campo.
Buon comportamento vegeto-produttivo ha avuto negli areali Jonici lucani, calabresi e pugliesi, il Clementine SRA 89 che presenta elevata allegagione, per cui bisogna evitare gli interventi con alleganti che potrebbero avere effetti negativi sulla pezzatura finale del frutto; comunque entra precocemente in produzione, presenta frutti di media pezzatura e buon sapore; le piante dopo qualche anno presentano gemme multiple che possono pregiudicare la vitalità, la produttività e la vita stessa delle piante. Contemporanea è Corsica 2, con frutto simile al Clementine Comune, con maturazione tra fine ottobre primi di novembre.
Dopo il Clementine Comune, vi sono poche varietà di clementine affidabili in termini produttivi quanti-qualitativi. Tra le varietà più diffuse c’è Hernandina, che presenta forte alternanza di produzione, con frutti a maturazione interna anticipata rispetto alla colorazione esterna del frutto. Sempre nella stessa epoca matura Nour, di colorazione arancio intenso, pezzatura e sbucciabilità media, di buon sapore, con pochi semi o assenti. Nei primi anni presenta frutti deformi, fenomeno che si attenua nel corso del tempo. Un’altra varietà tardiva di clementine è il Tardivo, che nel corso degli anni ha mostrato incertezze produttive, con frutto di buona pezzatura, apireno, di forma sub-sferica, con buccia di colore arancio intenso.
Tra le nuove proposte che sono in fase di validazione si riportano Clemenverd, che matura da metà gennaio, con colorazione della buccia ritardata, e Clementine SZ, mutazione di Clementine Comune, di cui va verificato il comportamento in pieno campo nei diversi areali produttivi.
Si intuisce che la situazione colturale del clementine è influenzata tanto da situazioni produttive, non sempre costanti negli anni, quanto dalle condizioni di mercato che non sempre rispondono in termini di domanda nei diversi periodi commerciali. In linea generale, le diverse varietà disponibili presentano problematiche genetiche e di comportamento che vanno gestite in campo cercando di esaltarne le positività e limitandone le negatività. In tal senso risulta ancora importante la scelta dell’ambiente di coltivazione ottimale affinchè la cultivar possa esprimere al meglio le caratteristiche vegeto-produttive.

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